Landini e Legnini: «Serve la legge quadro per la ricostruzione»

10 Luglio 2021

Annuncio del commissario sisma Centro Italia all’iniziativa Cgil: «Pronto il testo unico sulle ordinanze» Il leader nazionale del sindacato: «Bisogna garantire la qualità del lavoro, stop alle finte cooperative»

L’AQUILA. «È arrivato il tempo di assumere un’iniziativa molto netta e chiara per avere un codice della ricostruzione». Ad affermarlo è il commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma del Centro Italia, Giovanni Legnini, ieri all’Aquila per partecipare, insieme al segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a un evento nel quale il sindacato ha presentato le proprie proposte per arrivare a una legge quadro di contenimento dell’impatto delle calamità naturali.
CHI C’ERA. All’incontro, nell’aula magna di Scienze Umane, hanno partecipato anche il rettore Edoardo Alesse e il segretario provinciale della Cgil Francesco Marrelli. «Vanno superate le incertezze post-emergenza sismica che abbiamo vissuto negli ultimi 10-15 anni», ha osservato Legnini. «Teniamo conto che stiamo oggi affrontando in Italia sette processi di ricostruzione. Il problema è che nella Costituzione non c’è il diritto dell’emergenza, manca un ancoraggio solido, tutto nasce da questa mancanza, che porta all’utilizzo dei Dpcm, al diluvio di interventi normativi eterogenei e differenziati. La Cgil propone un intervento normativo molto ampio, il che non può che essere condivisibile. Occorre che i gruppi parlamentari e il governo iscrivano tra le proprie priorità questa legge, anche considerando la fase storica che stiamo vivendo, una fase di ricostruzione del Paese dopo l’emergenza pandemia. Bisogna partire dalle esperienze migliori di questi decenni, comprese quelle che stiamo portando avanti a seguito delle innovazioni legislative e dei provvedimenti adottati per il Centro Italia. A tal proposito, renderò pubblica a giorni la prima bozza del testo unico delle ordinanze sulla ricostruzione privata, che è cosa ben diversa dal codice della ricostruzione, ma che potrà contribuire a fissare norme e princìpi chiari, anche procedimentali, che mi auguro possano costituire un riferimento per la successiva attività legislativa».
LANDINI. «Siamo un Paese fragile, purtroppo esposto al rischio sismico e ad altri eventi calamitosi», ha detto Maurizio Landini. «Una legge quadro sarebbe una scelta lungimirante, perché consentirebbe di evitare di ripartire ogni volta daccapo, allungando i tempi e non risolvendo i problemi. Non è possibile che tutte le volte che arriva un terremoto si dica “che sfortuna”. Abbiamo tecnologie e conoscenze necessarie per potenziare la prevenzione e la capacità di reazione. Ma bisogna ragionare anche su come tutto ciò possa diventare un elemento di crescita del sistema delle imprese e della qualità del lavoro nei territori, perché poi quando parliamo di terremoti ci riferiamo soprattutto alle aree interne, zone che avevano problemi anche prima degli eventi che le hanno colpite in questi anni. Una legge quadro deve affrontare diverse questioni, dalla struttura organizzativa, con un comitato operativo nazionale incardinato nella presidenza del Consiglio, alla ricostruzione, che dev’essere anche rigenerazione socio-economica, e va in ogni modo garantita la qualità del lavoro, sbarrando la strada a massimo ribasso e finte cooperative».
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