L’Aquila. Furti in 40 armadi del personale: nel mirino finisce un infermiere

7 Maggio 2026

Il colpo è avvenuto intorno alle 2: portati via denaro, documenti, orologi, borse ed effetti personali. I carabinieri hanno ricostruito i movimenti attraverso le telecamere: c’è una persona sospettata

L’AQUILA

Raid nel cuore della notte all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove i locali riservati al personale infermieristico sono stati violati e messi a soqquadro. Erano da poco passate le due quando un uomo si è introdotto negli spogliatoi, approfittando della posizione defilata degli ambienti e della minore presenza di personale nei corridoi.

Un’azione rapida, quasi metodica: armato di bustoni neri, ha forzato una quarantina di armadietti, svuotandoli uno dopo l’altro. Dentro, effetti personali custoditi tra un turno e l’altro: denaro, documenti, orologi, borse, persino spazzolini da denti, ma anche piccoli oggetti di valore.

Tutto ciò che gli infermieri lasciano prima di indossare la divisa e affrontare il turno è finito nei sacchi, in una manciata di minuti. Poi la fuga, altrettanto veloce, nel silenzio della notte ospedaliera. A interrompere il piano, però, sono stati alcuni colleghi in servizio, insospettiti da movimenti anomali che hanno visto l’uomo fuggire via. L’allarme è scattato immediatamente e nel giro di pochi minuti sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione dell’Aquila, chiamati direttamente dal personale sanitario.

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I militari hanno prima raccolto le denunce e ascoltato uno ad uno i presenti, ricostruendo con precisione la sequenza dei fatti, gli orari, i movimenti sospetti. Un lavoro paziente, fatto di incroci di testimonianze e verifiche puntuali. Parallelamente è stata avviata la visione capillare delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza dell’ospedale: decine di filmati passati al setaccio, seguendo ogni spostamento dell’uomo all’interno del nosocomio. Proprio le telecamere si sono rivelate decisive: gli investigatori sono riusciti a isolare le immagini del responsabile, quasi certamente un infermiere, a seguirne il percorso dall’ingresso fino alla fuga e, soprattutto, ad associargli un’identità precisa. Un volto e un nome già noti alle forze dell’ordine, che hanno consentito di indirizzare immediatamente le ricerche. Dietro il gesto, secondo una prima ricostruzione, potrebbero esserci difficoltà economiche e famigliari ma sarà l’indagine a chiarire movente e responsabilità. Resta l’amarezza tra gli operatori sanitari, già provati da turni pesanti e ritmi serrati, che si sono ritrovati vittime di un furto consumato proprio in quello che dovrebbe essere uno spazio protetto.

Con la violazione di un luogo simbolico: lo spogliatoio è infatti il confine tra la vita privata e quella professionale. Un confine che per 40 infermieri, ieri notte, è stato completamente violato.

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