Lapadula, ricordi e record: a Pescara nove anni dopo

Il bomber dello Spezia è il grande ex, nel 2016 fu l’artefice della promozione in serie A dei biancazzurri. Nel 2017 l’ultimo incrocio col Delfino all’Adriatico. A gennaio è stato vicino al ritorno
PESCARA. Il calcio, in fondo, vive anche di storie romantiche e nostalgiche. Di ritorni, incroci e sfide dal sapore speciale. E quella di venerdì sera lo sarà senza dubbio per Gianluca Lapadula, chiamato ancora una volta a fare ciò che gli riesce meglio: segnare e trascinare la propria squadra, anche contro chi, un tempo, lo aveva consacrato come eroe. Il 36enne attaccante dello Spezia si prepara a sfidare il Pescara, la squadra che più di tutte ha segnato la sua carriera, in una gara che pesa tantissimo in chiave salvezza. Chi vince potrà sperare in qualche incrocio positivo delle altre squadre per provare a giocarsi le ultime carte nei play out, chi perde, invece, troverà spalancate le porte della serie C.
Lapagol è stato l’ultimo bomber a trascinare a suon di reti il Pescara in A. Porta la sua firma, infatti, la vittoria dei play off nel 2016 nella finalissima di Trapani, con la squadra guidata da Massimo Oddo promossa. Nella stagione 2015-2016 con il Delfino in serie B segna 30 gol in 44 gare (play off compresi). E nella stagione precedente a Teramo fa la stessa cosa: 21 gol in 38 partite e promozione del Diavolo in serie B, poi revocata dalla giustizia sportiva. Dopo l’annata in riva all’Adriatico passa al Milan per 9 milioni di euro più bonus, diventando la seconda cessione record, dopo quella di Verratti al Psg, nella storia del Delfino. Al Milan resta una stagione, prima di vestire le maglie di Genoa, Lecce, Benevento e Cagliari. Con i rossoneri ha sfidato il Pescara all’Adriatico nell’aprile 2017, in serie A, poi le strade non si sono più incrociate.
A gennaio 2025 il passaggio allo Spezia. Con il club bianconero firma un biennale importante e la scorsa estate e poi a gennaio è stato vicinissimo al ritorno al Pescara. Il ritorno che non c’è stato, ma che per settimane ha fatto sognare un’intera piazza. Lapadula è stato al centro di una delle suggestioni più affascinanti del mercato di gennaio: lasciare lo Spezia per tornare al Delfino, esattamente dieci anni dopo quella stagione che lo consacrò come uno degli attaccanti più prolifici e amati della categoria.
A Pescara, Lapadula non è stato soltanto un bomber, ma un simbolo di grinta e dedizione, capace di trascinare una squadra e di entrare nel cuore dei tifosi con prestazioni generose e decisive. Il suo eventuale ritorno in biancazzurro avrebbe rappresentato molto più di un’operazione tecnica: sarebbe stato un ponte tra passato e presente, tra ricordi indelebili e nuove ambizioni.
Dal punto di vista sportivo, l’operazione aveva una sua logica. Il Pescara avrebbe ritrovato un leader esperto, capace di incidere dentro e fuori dal campo. Lapadula, invece, avrebbe potuto rilanciarsi in un ambiente che conosce e che lo ha sempre valorizzato. Tuttavia, tra esigenze diverse, valutazioni economiche e strategie dei club, la trattativa non si è mai trasformata in realtà e venerdì sarà solo uno dei tanti avversari del Pescara. In questo campionato tra infortuni e scelte tecniche è stato utilizzato poco rispetto al suo valore, ma nelle ultime partite è tornato prepotentemente tra i titolari segnando due gol in tre gare. Anche venerdì guiderà l’attacco dei liguri e per lui non sarà una partita come le altre. Da una parte, i ricordi di un passato esaltante; dall’altra, le necessità del presente, che impongono concretezza e risultati.
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