Calcio

Sansovini, il doppio ex: «Venerdì gara drammatica. Sul rigore di Padova dico che...»

5 Maggio 2026

Marco Sansovini, il “Sindaco” di Pescara, amatissimo anche dai tifosi dello Spezia: «Partita delicatissima, da vincere senza pensare a cosa accadrà sugli altri campi»

PESCARA. “Sindaco” a Pescara, ma amatissimo anche a La Spezia. Marco Sansovini, 46 anni a giugno, è un doppio ex della drammatica sfida di venerdì prossimo all’Adriatico. Una partita che due grandi piazze della B devono vincere a tutti i costi per sperare - grazie agli incroci clamorosi dagli altri campi - nel miracolo di giocare i play-out.

Sansovini, ci dice cosa pensa di questo Pescara-Spezia?

«Non ho mai giocato una partita così delicata in carriera. Immagino quanta tensione ci sarà tra i protagonisti in campo. Giocare con un solo risultato a disposizione, sapendo anche che una vittoria potrebbe non bastare per restare in vita».

L’ex bomber biancazzurro, 166 partite tra C e B con il Pescara, con 54 gol, e 52 presenze in B con i bianconeri spezzini (e 21 gol) in un anno e mezzo, sa già come andrà venerdì sera...

«Sarà una partita bloccata, non certo bella e aperta: la posta in palio è troppo alta e la paura di perderla potrebbe bloccare le due squadre».

Nei giorni scorsi l’ex capitano, promosso in A nel 2012 giocando nel tridente completato da Immobile e Insigne (e segnando 16 gol in 41 partite), era andato a trovare il suo ex compagno di squadra a Silvi.

«Lorenzo l’ho visto coinvolto, centrato, partecipe. E molto maturato. D’altronde, gli anni sono passati anche per lui, quando l’ho conosciuto era un ragazzino, oggi è un uomo. Si è tirato indietro a Padova? Non scherziamo: venendo qui a gennaio aveva tutto da perdere. Credo che a Padova non abbia calciato quel rigore a causa del dolore al ginocchio. Magari non ha voluto fare l'eroe, andando sul dischetto dolorante al posto di qualche compagno e rischiando di sbagliare. Perché non è intervenuto l’allenatore prima del rigore? A volte se la vedono i giocatori in campo, senza fare piazzate. Col sennò di poi, però, Gorgone ci avrebbe messo una parola. Poteva sbagliare chiunque, non abbiamo la certezza che quel rigore sarebbe stato segnato da un giocatore diverso da Russo».

Se ci fosse stato Marco Sansovini in campo all’Euganeo, però, sicuramente sarebbe andato a prendersi quel pallone per andare a calciare, togliendo una responsabilità tanto pesante ad un compagno giovane e inesperto come Russo.

«Deve rischiare di sbagliare un giocatore con un peso specifico, con esperienza. Se non toccava a Insigne calciare, forse qualcun altro che poteva prendersi quel pallone c’era...».

Il Pescara ha finito la benzina in questo finale?

«Ero stato a vedere l’allenamento di rifinitura prima di Padova. Avevo visto un gruppo coinvolto, una squadra che si aiuta e che ascolta il mister. Non è una questione fisica».

E allora cosa è successo in queste ultime settimane?

«La squadra ha conquistato tantissimi punti tra marzo e aprile, e non è un caso. Ma credo che ultimamente abbia pagato a livello nervoso la lunga rincorsa. Il Pescara quest’anno ha giocato due campionati. Prima la situazione era sotto gli occhi di tutti: i problemi erano chiari, non era certo colpa di Vivarini. Poi, dopo il mercato, sono stati bravi tutti, giocatori, staff e allenatore, a compattarsi e rimettersi in corsa per la salvezza».

Dagli altri campi cosa bisogna aspettarsi venerdì sera? Vedremo squadre già rilassate o tutti se la giocheranno garantendo regolarità al campionato?

«Inutile passare la settimana a fare ragionamenti su quello che potrebbe accadere. Pescara e Spezia devono vincere, senza pensare ad altro. I risultati degli altri campi? Io dico solo che nessuno vuole fare figuracce in serie B».

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