Si ritira Polonara, il talento sbocciato a Teramo

L’ala anconetana annuncia l’addio dopo la malattia: «In Abruzzo ho vissuto cinque anni fantastici»
TERAMO
«Ci ho provato, riprendendo gli allenamenti ma capisco che è ora di dire basta al basket giocato». Un messaggio secco, che in poche righe racconta il momento delicato che lo ha portato all’estrema decisione. Achille Polonara ha annunciato il suo ritiro dalla pallacanestro. Dopo aver sconfitto un tumore ai testicoli nel 2023, la notizia di una leucemia mieloide nel 2025 ha scosso nuovamente il mondo cestistico per un ragazzo capace di essere un esempio per quanti lottano costantemente tra la vita e la morte, dovendo convivere con un male. Le cure a Valencia e il trapianto di midollo lasciavano ancora aperta una flebile speranza di rivederlo sul parquet di Sassari che, in estate, aveva deciso di sostenerlo ingaggiandolo in prima squadra. Ma così non è stato. «Non sarò più il giocatore di prima e voglio che mi ricordiate per quello che ero. Mi mancherai palla a spicchi».
Gli esordi a Teramo. E in molti ricordano “Polon Air”, quel giovane formatosi nel settore giovanile di Ancona e che nel 2006, appena 15enne, giunse in Abruzzo, precisamente a Teramo, da dove avrebbe preso il volo la sua incredibile carriera a suo di triple e schiacciate sensazionali. Giusto due anni nel vivaio teramano, prima di passare in pianta stabile in prima squadra sotto la regia del tecnico Capobianco prima e Ramagli poi. Cinque anni in maglia biancorossa, rappresentando uno dei prospetti italiani più interessanti della sua generazione. Tanto da vincere nel 2012 il premio di miglior giocatore Under 22 di tutta la serie A. Ma l’Abruzzo è sempre stato nel dna del cestista marchigiano, avendo il nonno materno originario proprio di Roseto. «Per me è sempre un piacere tornare qui, in questa terra che mi ha formato non solo dal punto di vista sportivo, ma anche sotto il profilo umano», ha dichiarato anni fa lo stesso Polonara in un’intervista rilasciata al collega Marco Rapone. «Non potrò mai dimenticare i cinque campionati a Teramo, stupendi, nei quali mi sono legato ad abruzzesi per me importanti come Di Paolantonio e Faragalli, che sono stati di grande aiuto per la mia carriera». Anni in cui nella massima serie si respirava il clima del grande basket con il derby Teramo-Roseto. «Ho un ricordo bellissimo. Si viveva per quelle partite giocate davanti ad un pubblico fantastico, erano derby molto sentiti dai tifosi, che metto al livello di quelli di Bologna tra Virtus e Fortitudo».
Il volo tra i grandi. Troppo fulgida la stella anconetana per non finire sotto i riflettori dei grandi club italiani, così nel 2012 Polonara saluta Teramo e passa prima a Varese e poi a Reggio Emilia dove con la Grissin Bon vincerà la Supercoppa nel 2015, pur masticando amaro per le due finali scudetto perse. Poi va in Sardegna dove “Achi” diventa un idolo di Sassari sollevando l’Euro Cup (2019).
L’arrivo in Europa. Nel 2017 Polonara è invitato dai Milwaukee Bucks a partecipare alla NBA Summer League a Las Vegas, salvo saltarla per un infortunio durante un allenamento. Però era chiaro che un talento come il suo fosse destinato ai grandi palcoscenici, così inizia un tour in Eurolega tra alcuni dei top club. In successione il Baskonia, con cui vince il campionato spagnolo, poi compra un biglietto di sola andata per la Turchia, precisamente Istanbul indossando la maglia blasonata del Fenerbahçe (2021/2022) e poi quella dell’Efes, che aveva appena vinto la seconda Eurolega consecutiva con Larkin e Micic. Altro giro, altro regalo: nel 2023 si trasferisce in Lituania, allo Zalgiris Kaunas, in una piazza che considera la palla a spicchi alla stregua di una religione laica, con un’atmosfera mistica che aleggia tra i suoi tifosi. Poi il ritorno in Italia, alla Virtus Bologna con cui vince Supercoppa e Scudetto, spezzando la maledizione delle finali. Nel mentre Polonara è stato uno degli artefici delle notti azzurre tra Olimpiadi ed Europei, un punto di riferimento per il gruppo dell’Italbasket. Sempre presente, anche se a distanza da un letto d’ospedale. Tutti si auguravano un ritorno sul parquet, ma oggi ciò che conta davvero è che Polonara possa vincere un’altra finale importante, quella contro la malattia per mettere in bacheca il trofeo più bello di tutti.

