irriverenza artistica

“Gran sesso sul gran sasso”. il calendario dell’artista abruzzese che ha anticipato Tony Pitony

6 Maggio 2026

Una serie di vignette comico-erotiche che ripercorrono tutta la regione

PESCARA

Gran sesso al Gran Sasso? Una provocazione lanciata dal cantante Tony Pitony per un brano musicale che però forse non è così innovativa. C’è chi ci aveva già pensato: Anna Piera Di Silvestre (You Won’t Laugh su Instagram). Artista abruzzese che vive da anni in Germania, lontano dalla sua terra ma con l’Abruzzo sempre al centro del proprio immaginario creativo, ha costruito negli ultimi anni un progetto illustrativo chiamato Gran Sesso sul Gran Sasso, poi è diventato anche un calendario, basato sugli stessi registri di ironia di Tony Pitony ma portandoli su un altro piano. Qui non ci sono palchi o microfoni, ma matite, vignette e un’idea diventata una saga editoriale. «Ho cominciato nel 2021», racconta, «è nata per gioco, come molte vignette, e poi si è scoperchiato un gigantesco vaso di Pandora».

Da quell’intuizione iniziale sono nati tre calendari, costruiti su una mappa tutta abruzzese fatta di nomi, assonanze e suggestioni trasformate in chiave piccante. “Roccaraso Sadomaso”, “Giù la cerniera Villa Celiera!”: titoli che giocano con la geografia e la lingua, trasformando i paesi in piccoli sketch visivi tra ironia e doppi sensi. «Io la chiamo così, una saga comico-erotica», spiega, «ma è tutto molto un gioco». Un lavoro che procede per accumulo e intuizioni, senza un percorso lineare ma seguendo l’istinto creativo: «Sono luoghi in Abruzzo che metto in una sorta di lista. Mi vengono in mente nei momenti più disparati. Alcuni li trovo subito, altri li parcheggio e ci torno più avanti. È tutto un work in progress».

Dietro l’ironia, però, si intravede anche un legame più profondo con la terra d’origine ed è proprio la distanza che diventa parte del processo creativo: «Questo progetto nasce dalla nostalgia, cosa normale quando vivi all’estero da tanti anni, in un periodo in cui concentrarmi su quello che mi piace fare mi ha aiutato molto». Disegnare, quindi, come forma di ritorno, come modo per rielaborare nostalgia e identità attraverso un linguaggio leggero e accessibile.

Un percorso che oggi incrocia inevitabilmente quello mediatico di Tony Pitony, finito al centro dell’attenzione per titoli e suggestioni simili. E l’idea di una possibile connessione non viene respinta, anzi. «Se esce una canzone sul Gran Sasso», dice con ironia, «mi piacerebbe essere menzionata. E se si può collaborare, io sarò la prima».

Caro Tony Pitony, da queste colonne arriva allora un appello: vieni in Abruzzo, registriamo questa canzone e il videoclip del Gran sesso al Gran Sasso.

L’illustratrice per la tua copertina è qui e ci sta lavorando da anni. Tra musica e illustrazione, infatti, il filo è lo stesso: l’Abruzzo che diventa spazio narrativo anticonvenzionale e provocatorio, terreno di gioco e pretesto creativo. Cambiano i linguaggi, ma l’intuizione resta. Amore ed erotismo al Gran Sasso: difficile chiedere qualcosa di più.

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