Bollo auto, esenzione negata dalla Regione a ragazzo autistico grave. “Questa è burofollia”

È il caso di Luca, ragazzo autistico grave di Pescara, per il quale la Regione ha respinto la richiesta presentata dalla madre. La denuncia di “Autismo Abruzzo”
PESCARA. Invalidità al 100%, indennità di accompagnamento, riconoscimento della gravità ai sensi della Legge 104 e omologa del Tribunale non sono bastati per ottenere l'esenzione dal bollo auto. È il caso di Luca, ragazzo autistico grave di Pescara, per il quale la Regione Abruzzo ha respinto la richiesta presentata dalla madre. Secondo Autismo Abruzzo, il diniego è legato all'assenza, nel verbale Inps, della formula burocratica sulle "ridotte capacità motorie", prevista dall'articolo 4 del Dl 5/2012 in relazione alla ridotta capacità di deambulazione. Nel 2018 il Tribunale di Pescara aveva disposto il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento. Il verbale Inps del 18 dicembre 2019 aveva poi confermato una "compromissione rilevante della comunicazione, socializzazione e autonomie", riconoscendo il ragazzo come "portatore di handicap in situazione di gravità ai sensi dell'articolo 3 comma 3 della Legge 104/92".
Per l'associazione, il punto non è la semplice capacità di camminare, ma la possibilità di muoversi in sicurezza senza supervisione continua. Una persona autistica grave può allontanarsi improvvisamente, non comprendere i pericoli, non orientarsi e non proteggersi nei contesti esterni. La famiglia avrebbe già tentato diverse strade, compresi contatti con referenti regionali Inps, senza ottenere una soluzione.
L'unica ipotesi prospettata sarebbe una domanda di aggravamento. "Ma oltre il 100% di invalidità e l'indennità di accompagnamento, cosa dovrebbe ancora aggravarsi?", chiede Autismo Abruzzo. L'associazione annuncia l'invio alla Regione Abruzzo di un'istanza urgente di revisione del provvedimento.

