“Atemporalità”, mostra antologica del maestro Duccio Di Monte dal 9 al 30 maggio a Teramo

La mostra è caratterizzata in più percorsi temporali che delineano l’intero iter artistico del pittore di Alba Adriatica iniziato negli anni Cinquanta e comprendente opere che lo hanno reso interprete della pittura nazionale e internazionale
TERAMO. Teramo ospita dal 9 al 30 maggio, nella sede del museo L'Arca Laboratorio per le Arti Contemporanee, largo San Matteo, il pittore Duccio Di Monte con la sua mostra antologica intitolata “Atemporalità”, curata da Andrea Di Monte, con il patrocinio e il contributo del Comune di Teramo, della Provincia di Teramo e l’Alto Patrocinio della Regione Abruzzo e degli sponsor ufficiali, confermando il valore culturale del progetto.
La mostra è caratterizzata in più percorsi temporali che delineano l’intero iter artistico del "Maestro” di Alba Adriatica iniziato negli anni Cinquanta e comprendente opere che lo hanno reso interprete della pittura nazionale e internazionale.
Dichiara il critico Giuseppe Bacci: “Duccio Di Monte è stato per il suo territorio uno dei portabandiera della ricerca artistica e poetica, come risulta eloquentemente dalla sua produzione artistica. Egli è stato sempre presente apportando contributi in esposizioni, convegni, simposi e nei consensi artistici abruzzesi”.
Protagoniste della mostra sono ottantacinque opere (quadri, ceramiche, statue in bronzo e installazioni) selezionate e realizzate dall’Artista abruzzese in quasi settant’anni di ricerca, presenti nelle specifiche sale: SALA UNO: dal 1961 al 1969 (periodo informale- figurativo moderno) - SALA DUE dal 1970 al 1988 (periodo azzurro - figurativo moderno) - SALA TRE: dal 1988 al 2000 (periodo plastico- plurimaterico) - SALA QUATTRO: al 2001 al 2011 (periodo plurimaterico) - CORRIDOIO dal 2012 al 2026 (periodo Nuovo Umanesimo) - INSTALLAZIONE: À LA RECHERCHE DU TEMPS PERDU.
L’intero progetto espositivo evidenzia come la pratica di Duccio Di Monte possa essere letta come una riflessione ininterrotta sull’immagine: non oggetto statico, ma fenomeno dinamico e dispositivo percettivo, attraversato da tensioni tra presenza e assenza, memoria e registrazione. A completamento della mostra, viene presentato anche il catalogo "ATEMPORALITÀ”, pubblicato da Grafiche Tacconi di Ascoli Piceno, si tratta di un’edizione progettata e curata da Erica Di Monte e arricchita dai contributi di Giuseppe Bacci, Alberto Melarangelo e Tito Rubini. Il volume si configura come un’estensione teorica del progetto espositivo, approfondendo temi, materiali e prospettive critiche legate al dialogo dell’artista.
Ingresso libero. Inaugurazione: sabato 9 maggio 2026 ore 18,30. Orario apertura:
lunedì chiuso
martedì e giovedì 10:00-13:00 e 15:00-18:00
mercoledì e venerdì 10:00-13:00
sabato 10:00-13:00 e 16:00-19:00
domenica 16:00-19:00
Curatore: Andrea Di Monte
Presentazione Critica: Giuseppe Bacci, Alberto Melarangelo, Tito Rubini
Per info: Museo L’Arca: Tel. +39 0861.250873 - Email: info@polomusealeteramo.it
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CRONOBIOGRAFIA
Duccio Di Monte nato il 2 giugno del 1932 a Colonnella (Teramo), vive ed opera ad Alba Adriatica. Dopo gli studi in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Urbino e artistici a Brera, inizia a ricercare svariati materiali e diverse tecniche pittoriche e scultoree. Si dice che ognuno di noi nasce col proprio destino. E Duccio Di Monte nasce predestinato, dovrà fare il pittore perché quello è il suo DNA. Così, sentenziò Giovanni Melarangelo vedendolo dipingere a Civitella del Tronto dove partecipava per la prima volta a un Concorso Estemporaneo. Erano gli anni 1964-65, ma dobbiamo andare indietro nel tempo quando ancora fanciullo Duccio andava a scavare dentro all’alveo del torrente Vibrata per trovare la creta per poi giocare a manipolarla.
La sua vera vocazione pittorica arriva a dodici anni quando gli capita tra le mani una stampa dell’opera “Il povero pescatore” di Paul Gauguin e fu un colpo di fulmine. I colori lo accecarono e si innamorò per sempre della pittura. In quel tempo, ossia dal 1965 in poi, incominciò a dipingere a tempo pieno con risultati eccezionali tanto che Remo brindisi nel 1970 lo volle a Milano per una mostra personale alla Galleria Abruzzese - Dalmata.
Ciò che colpiva della sua pittura era il colore e la freschezza, la grande fantasia insieme all’oniricità espressiva che era uguale a poesia. Dunque, poesia - pittorica la definì Giuseppe Rosato.
Tra le tantissime mostre allestite in Italia e all’estero, con l’entusiasmo del neofita che continua a ricercare con tutti i linguaggi messi a disposizione, vanno ricordate le personali realizzate nel 1972 a Darmstadt (Germania) nella Galleria “Tonini” dove il Maestro fu definito dal critico Robert D’Hooghe il “nuovo Matisse” e la mostra realizzata nel 1978 a Caracas (Venezuela) presso il Circolo Italo - Venezuelano, dove l’artista venne accolto con grande entusiasmo dalla comunità teramana operante nel territorio e fuori (interiora), tanto che anche la televisione nazionale si occupò del pittore abruzzese.
Nel frattempo, venne invitato a Düsseldorf dall’Associazione Italiana “Dante Alighieri”, mentre nel 1992 partecipa all’Arte Fiera Internazionale di Bologna, ricevendo due inviti importanti a Parigi e a Valencia. Una delle ultime grandi mostre l’ha tenuta all’Aurum di Pescara nel gennaio del 2019, dove durante l’esposizione "Rai3 Abruzzo” si è occupata di recensire un commento critico di notevole interesse. Si direbbe: egli è un pittore completo del nostro tempo. Affronta la scultura con la sicurezza del manipolatore affermato visionario di forme arcaiche ed informali quali quelli presentati qui al Museo. Stupisce la sua felicità nell’inventarsi sempre nuove espressioni di lavori pittorici.
Nel frattempo, scrive e pubblica a circa novant’anni il libro “Ballate da Rio Moro”, poesie liriche dove l’artista piange con languore il tempo della giovinezza, dove perpetua l’inno per il suo mare Adriatico e come la musica sordamente risuona nelle notti di luna. Ora si presenta a Teramo e agli amici e al popolo dell’arte con le scatole À LA RECHERCHE DU TEMPS PERDU.
- SALA UNO: dal 1961 al 1969 (periodo informale - figurativo moderno)
- SALA DUE: dal 1970 al 1988 (periodo azzurro - figurativo moderno)
- SALA TRE: dal 1988 al 2000 (periodo plastico - plurimaterico)
- SALA QUATTRO: dal 2001 al 2011 (periodo plurimaterico)
- CORRIDOIO: dal 2012 al 2026 (periodo Nuovo Umanesimo)
- INSTALLAZIONE: À LA RECHERCHE DU TEMPS PERDU

