Laude medievali, studio aquilano

14 Novembre 2022

Il professor Zimei punta a raccogliere gli antichi testi con le musiche

L’AQUILA. Un progetto che unisce antichi documenti e moderne tecnologie.
Si chiama “Erc Advanced Laudare” ed è finanziato dall’Unione Europea e promosso dall’Università di Trento in collaborazione con il Gssi (Gran Sasso Science Institute).
L’obiettivo ambizioso è quello di raccogliere l’intero “corpus” dei testi della Laude tramandati – con musica – dal XII secolo e fino alla metà del 1500.
Il progetto è curato dal professor Francesco Zimei, aquilano, docente dell’Università di Trento.
«La Lauda», scrive Zimei, «è una vibrante espressione della pietà popolare ed è il genere poetico-musicale che fin dalla seconda metà del XII secolo ha scandito la nascita e la diffusione del canto in lingua italiana. Si basava su melodie di varia provenienza, ma sempre funzionali a veicolare oralmente – attraverso giullari, confraternite e predicatori – la diffusione di testi e informazioni (non solo di natura spirituale) presso una popolazione in gran parte analfabeta».
«Nonostante questa instabilità», prosegue lo studioso, «un significativo numero di laude si è conservato in forma scritta per esigenze rituali, talora con notazione musicale, dando vita a un impressionante archivio di cosiddetta oralità congelata. L’obiettivo è esplorare in modo esaustivo le dinamiche di composizione e trasmissione dei poemi e delle relative melodie secondo i meccanismi dell’oralità. Ciò sarà possibile grazie a un’innovativa sinergia tra musicologi, filologi, storici e informatici».
Il progetto culturale è stato presentato, nei giorni scorsi, nella sede del Gran Sasso Science Institute, alla Villa comunale. (g.p.)
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