Laurea alla memoria al dottor Tiberio

Commozione alla cerimonia all’Università per il giovane Giorgi, investito da un’auto mentre faceva jogging ad Arischia
L’AQUILA. Ieri, qualche minuto dopo mezzogiorno, sull’aula magna del Blocco zero dell’Università dov’era appena terminata la sessione autunnale delle lauree in Medicina e chirurgia, sono scesi silenzio e lacrime.
È stato quando il rettore, Edoardo Alesse, ha consegnato il diploma di laurea, alla memoria, ai genitori di Tiberio Giorgi, il ragazzo di 22 anni che stava per completare il corso di studi in Medicina e Chirurgia. Stava, perché i sogni e la voglia di vivere di Tiberio si sono spezzati nel tardo pomeriggio del 20 agosto, poco meno di 4 mesi fa. Aveva studiato tutto il giorno e per distrarsi un po’ aveva deciso di fare la sua solita corsetta serale. A un incrocio, nei pressi di Arischia dove abita la famiglia del giovane, è stato investito da una macchina e nonostante gli sforzi dei medici non ce l’ha fatta.
Alesse ha ricordato le qualità di Tiberio sia umane – come hanno testimoniato i suoi amici – che di studente modello. Poco più di venti giorni prima, il 27 luglio, Tiberio era stato nella stessa aula dove ieri è stato consegnato l’attestato alla memoria per la laurea in Medicina del fratello Lorenzo. Era stata una festa e Tiberio aveva cominciato a sognare il momento in cui anche lui avrebbe conquistato quell’importante traguardo per continuare una tradizione di famiglia. Il papà Domenico è medico, la mamma Laura Serpetti è farmacista. Ieri intorno al dolore dei genitori e del fratello si sono stretti amici e parenti.
A parlare a nome della famiglia è stato il fratello Lorenzo.
«Caro Tiberio», ha detto Lorenzo sforzandosi di trattenere le lacrime, «ti avevo promesso che sarei sempre stato orgoglioso di tutti i tuoi successi e adesso provo lo stesso senso di fierezza che ho provato tante volte guardandoti raggiungere i tuoi traguardi. In un giorno simile a questo, avrei provato la gioia smisurata del vederti stare insieme a noi con la tua corona d’alloro, contento e sorridente dei tuoi successi. La giornata di oggi è per noi un riconoscimento alle qualità in te innate, che noi conoscevamo bene, e che ti avrebbero reso un medico eccezionale, amato e stimato non solo da noi, ma da tutti quelli che avrebbero avuto la fortuna di stare con te. Con la tua sensibilità d’animo e con la tua delicatezza nell’avvicinarti alle persone avresti sempre saputo trovare le parole giuste per far vibrare nel cuore un moto di conforto e di calore che lenisse i dolori prima ancora di curare una malattia. Con la tua tranquillità e con il tuo tocco delicato ti saresti sempre districato anche nelle situazioni più complesse, uscendo vincitore non per te, ma per le persone che avevi scelto di proteggere. Tra tutte però, la tua caratteristica che ti avrebbe reso speciale è il fatto che mettevi tutta la tua passione e il tuo ardore per lottare per tutto ciò che ritenevi giusto difendere. Questo riconoscimento, per il quale ringrazio tutti quelli che lo hanno reso possibile, per noi vale come una dimostrazione di quanto questa tua natura fosse visibile a tutti. Finisco con un pensiero speciale rivolto alle vittime della strada causate dalla disattenzione alla guida, e ai loro familiari». È seguito un lungo e commosso applauso.
Anche il cugino Angelo ha scritto un pensiero per Tiberio: «È un giorno speciale per te, ricevi un documento a cui ambivi molto, ossia la laurea in Medicina e Chirurgia. Purtroppo non potrai ritirarla con le tue mani e ciò ha reso la cerimonia molto dolorosa. Sappiamo che eri un ragazzo che amava la vita, lo studio, l’amore. Eri gentile, disponibile, affettuoso, eri in grado di trasformarci da cupi in felici. Ora che non sei qui con noi come facciamo a vivere la vita come facevi tu? Questo fatto ha lasciato un vuoto dentro tutti noi, questo sarebbe stato un giorno speciale per te perciò cercheremo di viverlo comunque nella maniera migliore».
Al termine della cerimonia mentre riprendeva il viavai di studenti, parenti e amici dei neo-laureati con lancio di coriandoli, scoppi di mortaretti, foto e abbracci, i genitori di Tiberio hanno lanciato nel cielo azzurro di Coppito decine di palloncini rossi a forma di cuore e una stella. Anche Tiberio, in quella tragica serata del 20 agosto, è volato via. Oggi i genitori chiedono alla magistratura chiarezza e giustizia per quello che è successo anche se nel loro cuore Tiberio è e sarà sempre vivo e sorridente.
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