Lavoratori delle coop occupano per protesta l’aula consiliare

12 Maggio 2017

Da cinque mesi attendono risposte dall’amministrazione Ieri l’ennesimo nulla di fatto, poi la decisione di non mollare

SULMONA. In quattro hanno trascorso la prima notte di occupazione a palazzo San Francesco. I lavoratori delle cooperative esterne avevano aspettato in silenzio fino alla fine del consiglio comunale di ieri pomeriggio, quando ad un certo punto, a seduta chiusa, lacrime e rabbia sono esplose.
I lavoratori hanno urlato e pianto la loro disperazione per un futuro occupazionale in bilico e in attesa di risposte ormai da più di cinque mesi. Risposte che non sono arrivate nemmeno nella seduta straordinaria di ieri, dove si è parlato di loro solo grazie ad una “domanda di attualità” presentata dalla minoranza. Eppure loro erano seduti nelle prime file del pubblico con una maglietta bianca con su scritto a penna “ci state togliendo la dignità”. Una dignità che ora, con una occupazione permanente, proveranno a riprendersi notte dopo notte a palazzo di città.
Senza la possibilità di andare in bagno, con le porte di accesso ai corridoi dove ci sono i servizi degli uffici chiuse e il portone del palazzo serrato dall’interno per motivi di sicurezza, coi vigili urbani che hanno consegnato il testimone a polizia e carabinieri nei sopralluoghi della notte. Da fuori si vedono solo le luci accese nell’aula consiliare: non c’è stato modo né tempo di preparare nemmeno uno striscione da appendere al balcone che affaccia su via Mazara. Già, perché la speranza di un compromesso o di una soluzione – seppur temporanea – non aveva abbandonato i lavoratori. Poi è arrivato il buio e la prima notte di occupazione. «Il procedimento per l’appalto dell’ufficio sisma è sospeso», ha detto il sindaco Annamaria Casini, «perché è stato soggetto a quesito dell’Autorità nazionale anti-corruzione. Sono in arrivo 2 geometri a tempo indeterminato e 2 a tempo determinato. Per quanto riguarda la pulizia degli uffici pubblici è partita la contrattazione sul mercato elettronico per la pubblica amministrazione. E il problema dei pagamenti in ritardo è dovuto al carico di lavoro dei funzionari al quarto settore, ma l’aspetto occupazionale sarà garantito», ha chiosato senza riscuotere consensi. «È una situazione drammatica per lavoratori e servizi», ha replicato il consigliere di minoranza Elisabetta Bianchi (FI). Molto preoccupati anche i sindacati per una situazione che mai aveva raggiunto tali livelli di caos in Comune, con le gare o le proroghe in stand by. «La situazione è molto grave»,hanno detto Anthony Pasqualone (Cgil) e Nicola Cieri (Uil), «sono mesi che proviamo a scongiurare il tracollo, ma niente». Alla fine i lavoratori sono rimasti nell’aula consiliare, organizzandosi con turni e sacchi a pelo per la notte. (f.p.)
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