Lavoratori ricostruzione: «Proroga subito»

3 Ottobre 2018

Lettera aperta delle rappresentanze sindacali unitarie della Cgil: «Rimettere al centro il sisma 2009»

L’AQUILA. I lavoratori degli uffici speciali della ricostruzione, attraverso le rappresentanze sindacali unitarie della Cgil, hanno scritto una lettera aperta nella quale si dicono «preoccupati del rischio reale di una mancata proroga contrattuale pur prevista dalla normativa in vigore. Chiediamo», proseguono, «all’ingegnere Raniero Fabrizi, titolare dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila e ad interim dell’ufficio per i comuni del cratere, un riscontro certo e in tempi immediati sulla proroga del personale a tempo determinato di questi uffici».
Nella riunione di martedì 11 settembre scorso, alla presenza del coordinatore della struttura tecnica di missione e dei rappresentanti della funzione pubblica regionali, provinciali e le Rsu della Cgil, «è stato chiarito», informano i lavoratori, «che i termini di proroga sono già previsti dalla legge».
Nell’incontro del tavolo regionale di venerdì 21 settembre scorso, alla presenza del presidente vicario Regione Giovanni Lolli, dei deputati Stefania Pezzopane e Luigi D’Eramo, del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, del coordinatore dei sindaci del cratere Francesco Di Paolo, delle sigle sindacali e dell’Ance, «è stata posta con forza la questione dei lavoratori e lavoratrici legati alla ricostruzione; tant’è che in quella sede, a conclusione dell’incontro, lo stesso ingegnere Fabrizi è stato esortato e invitato a provvedere il prima possibile alla proroga dei contratti , ai sensi del quadro normativo vigente. Idem nel tavolo di coordinamento dei Comuni del cratere riunitosi giovedì 27 settembre scorso».
«Ricordiamo», proseguono i lavoratori, «che negli anni passati, con le medesime modalità, si è provveduto a prorogare sia i contratti del personale degli uffici speciali che quelli dei titolari degli uffici stessi nonostante il Cipe stanziasse le risorse solo per un anno e il problema della cassa e non quello della competenza è stato affrontato al momento dagli enti e dalle strutture volta per volta. La proroga rappresenta per noi solo l’inizio di un percorso che, ai sensi della legge Madia e delle norme che si stanno predisponendo, circa la ricostruzione 2009, dovrebbe risolvere definitivamente le innumerevoli problematiche del personale interessato alla ricostruzione. Bisogna rimettere al centro il sisma 2009, perché il rischio è quello di non assicurare la continuità del processo di ricostruzione».