Lavori a Palazzo Gaglioffi: altro passo verso il recupero

Affidata a una società di Milano la verifica di fattibilità tecnica ed economica per la ristrutturazione del complesso per decenni sede del Conservatorio Casella
L’AQUILA. Mentre si susseguono le polemiche sul destino dell’antico chiostro della Beata Antonia, solo da qualche settimana visibile da via Sallustio a seguito dell’abbattimento del più recente edificio delle suore, il Comune compie un altro passo verso il recupero di palazzo Gaglioffi, storica sede del Conservatorio di musica, che un tempo faceva parte della stessa proprietà del convento.
LA DETERMINA
Con una determinazione dirigenziale dei giorni scorsi, infatti, si è stabilito di affidare la «verifica della progettazione di fattibilità tecnica ed economica e della progettazione definitiva-esecutiva inerente ai lavori di recupero funzionale, strutturale e restauro degli apparati decorativi di palazzo Gaglioffi all’Aquila» a Fausto Amadasi, in qualità di amministratore delegato della ditta Inarcheck di Milano. L’importo dei lavori è di circa 66mila euro netti (più di 84mila lordi), con un ribasso del 40% offerto dalla ditta che si è aggiudicata le opere.
L’importo è inferiore alla soglia prevista dalla normativa vigente per l’affidamento diretto pari a 139.000 euro. I lavori dovranno essere espletati in 60 giorni dalla data di sottoscrizione del contratto e rientreranno nel Quadro economico di spesa e nell’ammontare complessivo per la realizzazione dell’intervento, pari a 8 milioni 736mila euro.
I DANNI
La storica sede del Conservatorio, in pieno centro, è stata rovinosamente danneggiata dal terremoto del 2009 e aspetta un restauro che tarda, però, ad arrivare. Le stanze dell’edificio, che hanno ospitato migliaia di studenti, provenienti da molte regioni d’Italia, sono ormai irriconoscibili, a seguito dei crolli di alcune volte.
L’ITER PER IL RECUPERO
Nei mesi scorsi, con un’altra delibera comunale erano stati nominati il progettista strutturale e il progettista architettonico del restauro. Un atto propedeutico all’inizio dei lavori, che si attendeva da qualche mese.
A giugno, infatti, l’amministrazione comunale ha approvato i documenti preliminari per l’avvio della progettazione dell’ex Conservatorio, del Palazzo Ducale di Paganica e dello chalet e della Rotonda di Monteluco di Roio.
Con una prima delibera, in particolare, è stato dato il via libera al recupero funzionale e strutturale e al restauro degli apparati decorativi di palazzo Gaglioffi, grazie a un finanziamento che ammonta a 8 milioni e 736mila euro, di cui un milione e mezzo per la prima annualità.
IL CHIOSTRO
Intanto, prosegue il dibattito sul destino dell’antico chiostro della Beata Antonia, cuore del monastero fondato nel 1349 per volontà testamentaria di Giacomo Gaglioffi, che destinò proprio una parte del suo palazzo ad ospitare una chiesa e un ospedale per i poveri affidato alle cure di suore domenicane e dedicato al Corpo di Cristo. Sul recupero dell’immobile, il consigliere comunale Lelio De Santis nei giorni scorsi ha chiesto la convocazione della commissione Territorio. La speranza di molti è che il chiostro possa restare visibile come nelle ultime settimane e che, dunque, venga evitata la ricostruzione dell’edificio che per anni lo ha coperto.
IL PALAZZO
Complesso di valenza storico-monumentale, risalente al 1300, il palazzo ha la facciata prospiciente via Gaglioffi, via dell’Annunziata e via Sassa. L’aspetto dello stabile attuale risale al rifacimento successivo al sisma del 1703, con un ampio cortile interno.
Dal 1967, anno della sua fondazione, ospitò il Conservatorio musicale Alfredo Casella, nato come sede distaccata del Santa Cecilia di Roma, che dal 2003 al 2009 si spostò nei locali del complesso monastico della basilica di Collemaggio.
A seguito dei danni subiti dalla struttura con il devastante terremoto del 2009, il Conservatorio è stato poi trasferito, questa volta nel quartiere di Acquasanta, in una struttura provvisoria.
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