Lavori a scuola, nessun colpevole Ma l’edificio resta sotto sequestro

Il tribunale dell’Aquila chiude la vicenda dopo 9 anni, «intervenuta prescrizione» per sette imputati Insorge il comitato, pronto ad azioni eclatanti. Il presidente Caruso chiarisce: «Presto via i sigilli»
SULMONA. Nessun colpevole per i lavori di ristrutturazione dell’istituto scolastico De Nino-Morandi di Sulmona, chiuso dal 17 ottobre 2014 dopo i sigilli apposti dalla guardia di finanza su disposizione della Procura della Repubblica. A distanza di nove anni, il collegio del tribunale dell’Aquila ha infatti chiuso la vicenda giudiziaria per «intervenuta prescrizione». Sono stati quindi prosciolti i sette imputati che erano accusati di falso e truffa ai danni dello Stato. Si tratta di Valter Specchio, già direttore generale della Provincia dell’Aquila, responsabile unico del procedimento dell’appalto dei lavori oggetto d’inchiesta, Domenico Palumbo, all’epoca assessore provinciale ai lavori pubblici, Antonio De Lellis, Simplicio Torrelli, Valentina Di Cosimo e Domenico Cifani. I lavori erano stati affidati dalla Provincia dell’Aquila all’Ati Fin s.r.l.-Cosman s.r.l. di Roma. Processo chiuso con l’unica condanna al risarcimento per l’impresa in qualità di persona giuridica. Una vicenda che ha «dell'incredibile» per il Comitato per la riapertura della scuola, presieduto dall’ex docente, Franco D’Amico. «Abbiamo lavorato alacremente in questi anni per consentire alla popolazione scolastica di rientrare a Sulmona in una sede alternativa», afferma D’Amico, «ma la vicenda sta diventando un caso nazionale perché la scuola di via D’Andrea è ancora sotto sequestro Non si è mai vista una cosa del genere. Per questo stiamo valutando nuove azioni». Si attende ora il dissequestro, ma il presidente della Provincia Angelo Caruso fa sapere che «essendosi chiuso il processo, gli effetti del sequestro cesseranno a breve». Nel frattempo la Provincia sta andando avanti con le procedure per bandire la gara d’appalto per i lavori dopo il passaggio di consegne dal Provveditorato alle opere pubbliche. «Mancano ancora due adempimenti», aggiunge, «che sono quelli del deposito al genio civile e della validazione che concluderà l’iter esecutivo nei prossimi mesi per certificare l’idoneità del progetto». Espletate queste procedure, potrà partire la gara d’appalto per ristrutturare l’edificio, che ospitava gli studenti di ragioneria e geometri, costretti, dopo la chiusura, al trasferimento prima all’Iti di Pratola Peligna e poi, dal settembre dello scorso anno, nell’ex scuola Sant’Antonio, in viale Mazzini a Sulmona. L’auspicio, sia dei docenti che degli studenti, è quello di non attendere troppo tempo per il ritorno nella loro storica scuola.
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