Lavori al Duomo, ora si accelera L’obiettivo è riaprirlo nel 2026

14 Ottobre 2023

Parte anche il cantiere del secondo stralcio del restauro, si sovrappone al primo in corso da mesi Zalabra: «Risultato importante». Il vescovo D’Angelo soddisfatto: «Servono rapidità e competenza»

L’AQUILA. Accelerare quanto più possibile sui lavori per riaprire entro il 2026 il Duomo dedicato ai Santi Massimo e Giorgio, nella piazza principale dell’Aquila. È l’obiettivo del Segretariato regionale ai beni culturali, che la scorsa settimana ha consegnato alla ditta Cobar di Altamura le aree e i lavori del secondo stralcio dell’intervento di consolidamento e restauro della cattedrale. Le operazioni, dunque, potranno sovrapporsi a quelle previste per il primo stralcio avviato a fine febbraio scorso e per il quale è prevista la conclusione nel 2025. L’operazione si è resa possibile grazie alla garanzia della copertura finanziaria ministeriale.
23 MILIONI
Il primo stralcio in corso da diversi mesi (per un importo contrattuale di quasi 11 milioni) interessa l’area del transetto e dell’abside; il secondo stralcio, invece, riguarda l’aula della cattedrale e i lavori (da quasi 12 milioni) avranno durata di 900 giorni, stessa tempistica del primo stralcio.
I TEMPI
La scelta di consegnare i lavori del secondo stralcio mentre sono ancora in corso le operazioni del primo permetterà di ridurre notevolmente i tempi. Secondo il cronoprogramma infatti per ognuno dei due interventi sono necessari due anni e mezzo, ma sovrapponendo le lavorazioni si conta di riaprire la chiesa nel 2026, ad appena tre anni dall’inizio dei lavori. «Che il Segretariato nel giro di pochi mesi sia riuscito a consegnare anche il secondo stralcio è un risultato molto importante», afferma il segretario regionale ad interim, Federica Zalabra, «un obiettivo perseguito con impegno dalla squadra che cura questo importante restauro, ormai entrato nel vivo». Poter intervenire in contemporanea sulle due porzioni dell’edificio, non solo imprimerà un’accelerazione ma consentirà anche di avere uno sguardo attivo sull’intero complesso monumentale e sulle diverse problematiche che un restauro tanto imponente potrebbe man mano presentare.
UN TRAGUARDO ATTESO
«Prendo atto, con soddisfazione, dei buoni risultati raggiunti», commenta monsignor Antonio D’Angelo, arcivescovo coadiutore dell’Arcidiocesi. «Mi auguro, anche a nome dell'intera comunità ecclesiale aquilana che i lavori di ricostruzione del duomo possano procedere con rapidità, competenza ed efficienza». Grande soddisfazione anche da parte dei tecnici alla guida dell’articolato intervento, l’architetto Valerio Tesi, soprintendente per le province di Pisa e Livorno, e l’architetto Augusto Ciciotti, funzionario del Segretariato regionale, rispettivamente responsabile unico del procedimento e direttore dei lavori.
INDAGINI ARCHEOLOGICHE
Durante i lavori dei mesi scorsi sotto alla pavimentazione del duomo sono emersi vani ossari ipogei voltati e un setto murario, forse di epoca medievale, che potrebbe appartenere alla struttura originaria della chiesa. Con la consegna del secondo stralcio si potrà estendere l’accertamento anche sull’aula della chiesa e avere una visione più completa delle preesistenze.
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