Lavori al Duomo, parla la soprintendente

1 Agosto 2020

Vittorini precisa: «Non esiste alcuna lettera che impone alla Curia di adoperarsi per la copertura»

L’AQUILA. Sulla ricostruzione della Cattedrale interviene la soprintendente Alessandra Vittorini che replica a un articolo del Centro di lunedì scorso. «Non esiste alcuna lettera che “impone alla Curia di adoperarsi per la copertura della cupola…” (la chiesa non ha mai avuto alcuna cupola, che quindi non è “crollata nel sisma”); l’unica comunicazione recente della Soprintendenza sul Duomo è l’autorizzazione per il progetto (articolo 21 del Codice Bbcc) inviata al soggetto attuatore di quell’intervento, che è il Segretariato regionale e che infatti compare sia come richiedente che come destinatario; come di consueto, e come accade in tutti i casi analoghi, l’autorizzazione vede in indirizzo anche la proprietà, in questo caso l’Arcidiocesi; il lungo e complesso percorso istruttorio e autorizzativo, concluso dopo quasi un anno di lavoro condiviso con i professionisti, la proprietà e il soggetto attuatore, era stato reso noto con un comunicato stampa; trattandosi di autorizzazione di un progetto molto articolato e complesso, la nota conteneva specifiche tecniche, richiami normativi, ricostruzione dei passaggi pregressi e numerose prescrizioni esecutive relative ai diversi ambiti architettonico, storico artistico e archeologico, per un totale di oltre 6 pagine: solo nelle ultime due righe si richiamava la necessità di un “intervento temporaneo di copertura dell’area di crollo”, previsione quantomeno doverosa nel momento in cui se ne è riscontrata l’assenza negli elaborati progettuali, e vista la disponibilità di fondi pubblici per l’avvio di un intervento così impegnativo. Dunque», prosegue Vittorini, «nessuna imposizione alla Diocesi, ma semmai una precisazione al soggetto attuatore che ha sottoposto il progetto alla valutazione di legge. Non entro nel merito delle affermazioni sui costi stimati per la copertura, né sulle ragioni addotte a sostegno della presunta replica della proprietà (“…la Diocesi ha risposto picche, per due ordini di motivi…”, mai pervenuta ai nostri uffici. Chiarito ciò, apprendiamo dalla lettura quali saranno, a giudizio dell’autore, i passaggi successivi del percorso attuativo con un allarme sui presunti tempi lunghi che, se confermati, nulla avranno a che vedere con la nota della Soprintendenza, come invece l’articolo sembra ipotizzare. Anzi, l’autorizzazione inviata segna l’avvio del percorso attuativo che il Duomo attendeva da anni e che col progetto presentato a giugno scorso ha raggiunto una idonea maturazione e completezza progettuale-amministrativa. E nessuna altra lettera, contrariamente a quanto affermato, esiste al riguardo».