Lavori al ponte sull’Aterno, 5 prosciolti

Scagionati Palmerini, la sua azienda e alcuni dirigenti provinciali da abuso d’ufficio e truffa. Due a giudizio solo per falso
L’AQUILA. Che l’inchiesta avesse diversi punti deboli lo si era intuito già nelle prime fasi. Ma ieri il giudice per le udienze preliminari del tribunale, Roberto Ferrari, ha escluso presunte irregolarità riguardanti i lavori di consolidamento post-sisma del ponte sul fiume Aterno lungo la strada regionale 615 di Monteluco di Roio.
Resta in piedi, tuttavia, un altro spezzone dell’indagine ma si tratta di poca cosa a fronte del resto.
Il giudice, dunque, ha prosciolto “perché il fatto non sussiste” l’imprenditore Luigi Palmerini e la sua azienda Cogea. Non luogo a procedere dalle accuse di truffa e abuso d’ufficio anche per i dirigenti della Provincia, Antonio Rosanò, Marco Zaccagnini, Giuseppe Fiaschetti e l’imprenditore subappaltatore Italo Cipollone, mentre era stato già scagionato l’ex dirigente provinciale Francesco Fucetola che, tra l’altro, è in pensione da tempo.
Processo il 12 giugno solo per falso, reato prescritto, per Rosanò e Zaccagnini.
L'indagine è iniziata muovendo dalla notizia che il collaudatore incaricato della verifica tecnico-amministrativa delle strutture consolidate aveva rimesso l'incarico per mancanza del deposito degli elaborati strutturali al Genio civile e del previsto collaudo statico.
Le lavorazioni di consolidamento del ponte danneggiato dal sisma (di proprietà della Provincia) iniziarono nel mese di settembre del 2009 e si conclusero nel luglio 2010, ma di fatto il ponte venne riaperto d'urgenza nel mese di dicembre del 2009.
La spesa dell'intervento fu di due milioni. Il gip, in precedenza, aveva respinto delle richieste di interdizione avanzate dalla Procura. Gli avvocati: Antonio Milo, Massimo Carosi, Stefano Rossi, Angela Sollecchia, Roberto Madama, Ferdinando Paone, Claudio Verini, Fabio Alessandroni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

