Lavori al via dopo 13 anni al palazzo di giustizia

25 Aprile 2020

Il Comune si muove dopo i solleciti della presidente della Corte d’Appello Nominato il rup per realizzare il parcheggio sotterraneo e un edificio di 4 piani

L’AQUILA. La strigliata al Comune da parte della presidente della Corte d’Appello, Fabrizia Ida Francabandera, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, circa il mancato avvio dei lavori dal 2007 del primo lotto a palazzo di giustizia, non sembra essere stata vana. Infatti il Comune comincia a muoversi e, tramite determinazione dirigenziale, ha affidato l’incarico di responsabile unico del procedimento il geometra Berardino Tarquini.
Con una delibera di giunta del 2003 si approvò un progetto preliminare generale che prevedeva «opere di straordinaria manutenzione e opere di ampliamento quali la realizzazione di un’autorimessa sotterranea a due livelli e la costruzione di un fabbricato di quattro piani fuori terra». Il costo previsto era di oltre 3 milioni di euro. Nel 2006 l’impresa Se.ma. assunse l’esecuzione dei lavori al netto di ribasso d’asta del 25 per cento per quasi due milioni. Ma poi, con una determina dirigenziale del giugno dello scorso anno, fu stabilita la rescissione del contratto. «L’amministrazione comunale», si legge nella nuova determina di circa un mese fa, «intende dare nuovo impulso all’opera in una fase iniziale attraverso l’uso di somme disponibili e, in una fase successiva, con il completamento della struttura dopo il reperimento dei fondi necessari». Di lì la scelta di Tarquini come rup «che dispone della qualificazione professionale e dell’esperienza nella specifica attività per il delicato compito per aver svolto funzioni di rup in svariati e importanti procedimenti con eccellenti risultati».
Francabandera, in quell’occasione pubblica, il primo febbraio scorso, non usò mezzi termini anche se il suo eloquio fu pacato.
«La permanenza del cantiere», disse nella sua relazione, «che in realtà non è più tale essendo i lavori fermi da oltre un decennio, continua a porre diversi problemi limitando la gestione delle uscite di sicurezza e impedendo l’accesso all’immobile dalla nuova ala; permane il grave vulnus al decoro del palazzo e dell’intera area centralissima e caratterizzata dalla vicinanza dell’antica cinta muraria per il cui pregevole restauro sono state impiegate notevoli risorse».
©RIPRODUZIONE RISERVATA