Lavori ancora fermi alla Casa dello studente

5 Ottobre 2017

Due mesi dopo la demolizione, per intoppi burocratici, rimangono le macerie Querelle tra Comune, Università e Adsu. E 200 residenti non possono rientrare

L'AQUILA. La Casa dello studente di via XX Settembre non esiste più, al suo posto uno slargo occupato da macerie in parte ancora da portare via. A due mesi dalla demolizione dell'edificio dell'Adsu in cui la notte del 6 aprile 2009 persero la vita otto giovani, ancora nulla di fatto sull'accordo che si sarebbe dovuto concludere tra Comune e Adsu, propedeutico alla realizzazione del “luogo della memoria” che vede coinvolta anche l'Università con un concorso di idee affidato agli studenti. Una storia di ordinaria inconcludenza tra pubbliche amministrazioni – in questo caso Adsu, Comune e Università – in mezzo alla quale sono finiti, come fra l'incudine e il martello, anche i 200 residenti dei tre palazzi di via Sant'Apollonia, nel frattempo “sfrattati” dalla demolizione della Casa dello studente: il triste simbolo del terremoto incombeva, pericolante, sui loro immobili e andava buttato giù rapidamente. Tutto era partito sotto i migliori auspici nel 2016, con l'idea di un protocollo d'intesa tra Adsu e Comune per portare a termine una permuta che avrebbe permesso al Comune di acquisire l'edificio studentesco, e all'Azienda per il diritto allo studio di entrare in possesso del centro polifuzionale realizzato dal Canada nell'area universitaria di Scienze a Coppito, e anche del Casale Marinangeli, complesso immobiliare che ha tutte le caratteristiche per diventare una residenza universitaria.
Premessa imprescindibile per l'Adsu, era di non perdere il suo patrimonio immobiliare: di qui la proposta dell'amministrazione comunale di procedere con la permuta. Nonostante il 14 ottobre dell'anno scorso fosse stato deliberato uno schema di protocollo d'intesa, l'Adsu non lo ha mai firmato e lo scambio non si è concretizzato, anche perché nel frattempo l'Azienda per il diritto allo studio ha avanzato garanzie per avere la sede in centro storico. Un tira e molla che ha portato per le lunghe la demolizione dell'edificio, alla fine eseguita in fretta tramite un'ordinanza comunale del 10 marzo in quanto l'edificio costituiva un pericolo «per la pubblica incolumità»: tutto a carico delle casse comunali. Con la singolare situazione che vede, ora, tre palazzi ricostruiti con fondi pubblici e pronti a essere abitati che restano inaccessibili. Se la permuta non andrà a buon fine, tra l'altro, l'Adsu dovrà rimborsare 700mila euro al Comune per la demolizione. Tutto il progetto aveva una finalità: permettere all'amministrazione comunale di acquisire l'area dell'ex Casa dello studente «per realizzarvi un simbolo che ricordi le vittime del sisma», si legge nello schema d'intesa, in quanto «riveste un valore morale e immateriale incommensurabile per l'intera popolazione aquilana, avendo espresso da tempo la volontà di destinare l'area dell'edificio a luogo della memoria». A tale scopo e su un canale parallelo, sempre nel 2016 è partito, infatti, il ragionamento con l'Ateneo per avviare il concorso universitario d'idee da cui sarebbe dovuto emergere il progetto di un luogo della memoria.
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