Lavori che non partono pugno duro del sindaco

16 Febbraio 2016

Gli aggregati che hanno avuto il finanziamento ma non hanno aperto il cantiere rischiano di vedersi arrivare il commissario. Cialente: basta lentezze

L’AQUILA. Decisioni importanti, quelle prese dal sindaco Massimo Cialente e dall’assessore Pietro Di Stefano, durante quella che doveva essere una pausa di lavoro. Saranno rese pubbliche le richieste di integrazioni ai progetti indirizzate ai professionisti che si occupano della ricostruzione. E verranno commissariati quei condomìni o consorzi dove, a fronte dei contributi già disponibili, i lavori non partono. Insomma, il Comune intende individuare i colpevoli della lentezza con cui, in molti, casi, procede la ricostruzione privata. «A fronte di tante risorse finanziarie» sottolinea il sindaco Massimo Cialente dopo il confronto con l’assessore Di Stefano «abbiamo una lentezza per l'approvazione dei progetti che è diventata inaccettabile. Purtroppo c'è un problema: i progetti sono molto spesso incompleti, l'Usra richiede le integrazioni, i progettisti si prendono molto tempo. Abbiamo quindi deciso che daremo, nella forma più decisa ed efficace possibile, l'indicazione di cominciare a pubblicare la richiesta di integrazione con tutti i dati e la data della richiesta e del termine di restituzione del progetto completo. Questo, sia in nome della trasparenza, sia perché è ora che ciascuno si assuma le proprie responsabilità e si cominci a far chiarezza sui ritardi che si possono incontrare. Chiaramente siamo a disposizione degli ordini professionali a tenere incontri, come io e l’assessore auspichiamo, in qualsiasi momento lo riterranno utile. In ogni caso, non ne possiamo più di rispondere a cittadini che si lamentano per la lentezza dell'Usra , dovendo dire loro di far pressioni sui progettisti». Poi la questione del commissariamento: «C'è anche un altro problema. Vi sono dei condomini o consorzi che» aggiunge Cialente, «pur disponendo in banca già del 46% del contributo, non stanno partendo. Non sappiamo quali problemi abbiano, anche se a volte temiamo litigiosità o altro. Abbiamo deciso che procederemo al commissariamento, perché la città, la comunità e lo Stato, che hanno messo soldi e lavoro, pretendono che la ricostruzione vada avanti. A chi non sta bene, ricorra al Tar. Ma certo ci piacerebbe che spiegassero a tutta la comunità perché non partono. Cercano qualche altra cosa? A tal proposito informo che stiamo riaprendo il bando per la ricerca di persone che vogliano ricoprire l'incarico di commissario, che non sarebbe altro che un amministratore di condominio o presidente di consorzio nominato dal sindaco. Certo è che noi vogliamo che si cammini. Lo stesso motivo per cui stiamo cercando soluzioni per l'Ater, che coinvolge anche aree complesse come Valle Pretara».

Romana Scopano

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