Lavori della ricostruzione Una polizza per le imprese

22 Gennaio 2018

Biondi corre ai ripari contro le ditte che non pagano fornitori e subappaltatori «Troppe irregolarità e dichiarazioni mendaci, scatteranno i controlli»

L'AQUILA. Scovare i “furbetti” della ricostruzione. Quelle imprese edili che incassano i Sal (Stato di avanzamento lavori), pur non pagando subappaltatori e fornitori, presentando autocertificazioni fasulle. Una percentuale rilevante, stando alle segnalazioni delle associazioni di categoria, che operano nel settore. Il Comune ha pronta la soluzione: richiederà alle ditte la stipula di una polizza fideiussoria, finora facoltativa, a garanzia dell'avvenuta copertura di tutte le somme spettanti a chi ha fornito il materiale edile o ha effettuato lavori in subappalto. Qualora le autodichiarazioni dovessero rivelarsi mendaci, scatterà la sanzione: dal Sal finale verrà detratta la somma necessaria a coprire i pagamenti rimasti in sospeso.
BASTA FURBETTI. La linea d'azione è stata stabilita in una riunione convocata dal sindaco, Pierluigi Biondi, alla presenza del capo dipartimento della ricostruzione, Vittorio Fabrizi, e dei rappresentanti di Ance, Confindustria e Confapi, che ne hanno fatto richiesta. Quello dei mancati pagamenti dei subappaltatori resta uno dei nodi cruciali della ricostruzione. «Per poter pagare i Sal», spiega Biondi, «è necessario dimostrare di aver saldato stipendi, subappaltatori e fornitori, ma la legge consente di farlo con una semplice autocertificazione. Secondo quanto riferito dalle associazioni di categoria, non sono poche le imprese che forniscono autodichiarazioni mendaci pur di incassare le somme dello Stato di avanzamento lavori: astuzie che vanno a gravare, in termini economici, sulle piccole ditte subappaltatrici e sui rivenditori di materiale edile».
POLIZZA ASSICURATIVA. Finora è stata una scelta discrezionale dell'impresa, quella di presentare una polizza, per accelerare le procedure di pagamento del Sal finale, legato alla verifica della regolarità del percorso amministrativo. «La proposta, che è allo studio del capo dipartimento del settore ricostruzione, l'ingegner Fabrizi, riguarda l'obbligatorietà della polizza», afferma il sindaco. In sostanza, per accedere al terzo Sal non basterà più una semplice autodichiarazione, ma occorrerà anche la stipula, da parte dell'impresa esecutrice dell'opera, di una polizza a copertura di eventuali somme non saldate».
MENO SOLDI. «Il Comune», sottolinea Biondi, «sarà in grado, così, di trattenere quota parte del contributo finale per la ricostruzione, per far fronte ai mancati pagamenti da parte delle ditte ai fornitori. La polizza si estinguerà automaticamente nel giro di qualche mese, il tempo di effettuare le necessarie verifiche sulla rispondenza di quanto verbalizzato. Abbiamo riscontrato la presenza di ditte che lasciano i cantieri a metà, in concomitanza con il pagamento dell'ultimo Sal, o che scaricano eventuali penali sulle società che subentrano per portare a termine il lavoro. Ma i casi più gravi, a fronte di buona parte delle imprese che lavorano con la massima correttezza e nel rispetto delle regole, sono rappresentati dalle ditte che forniscono autodichiarazioni non corrispondenti al vero».
I CONTROLLI. Attualmente le verifiche, da parte del Comune, scattano alla fine dell'iter procedurale, quando deve essere saldata la terza tranche del finanziamento, che si attesta al 10 per cento dell'importo totale: controlli che si limitano all'esame del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) e delle certificazioni prodotte dalle stesse imprese che devono incassare i soldi. La regolarità dei pagamenti riguarda tre voci: dipendenti, subappaltatori e fornitori di materiale edile.
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