Lavori fermi, Biondi cambia il bando

Annunciata la revisione dell’avviso per trovare i commissari. L’ex assessore Di Stefano: «Era già tutto fatto, il sindaco copia»
L’AQUILA. «Bando da rivedere». «Si perde solo tempo: era già tutto pronto». Anche il caso del mancato commissariamento dei cantieri fermi ormai da anni, per inerzia dei proprietari oppure, più spesso, per dissidi tra condòmini, diventa terreno di scontro politico tra destra e sinistra. Se da un lato il sindaco Pierluigi Biondi, a nove mesi dal suo insediamento e a nove anni dal terremoto, invoca ancora la «scarsità di personale» e i «provvedimenti fatti male» come esimenti della responsabilità di casi-limite (su tutti quello del complesso edilizio tra via XX Settembre, via Fonte Preturo e via Castiglione), dall’altro l’ex assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano sostiene che «era tutto pronto, bisognava passare alla parte pratica».
IL CASO. Sulla vicenda, raccontata dal Centro, del Masterplan di via XX Settembre – la famosa area a breve che tanto breve non è stata, anzi – ma anche sugli altri casi di condomìni inadempienti, il sindaco fornisce la sua spiegazione: «Sono in corso verifiche e controlli su oltre 200 aggregati per capire dove occorra realmente intervenire», afferma Biondi. Che poi fornisce la sua versione dei fatti sulla vicenda della mancata applicazione delle delibere della precedente amministrazione sui consorzi da commissariare. «C’era il rischio», sostiene il primo cittadino, «di nominare dei commissari che avrebbero dovuto accelerare i lavori di cantieri chiusi ormai da mesi: per questa ragione abbiamo preferito prendere un po’ di tempo in più e fare le cose per bene piuttosto che coprirci di ridicolo agli occhi della città a causa di provvedimenti fatti male e di fretta, come quello che abbiamo trovato quando ci siamo insediati». E qui la frecciata a Massimo Cialente e all’ex assessore e vicesindaco Pietro Di Stefano.
CAMBIO DI MARCIA. Buttando nel cestino le graduatorie del centrosinistra, la nuova amministrazione annuncia di voler rivedere il bando. L’annuncio è dello stesso sindaco, che detiene anche la delega alla Ricostruzione privata. «In riferimento alla vicenda dei numerosi aggregati edilizi bloccati da inerzia dei proprietari degli immobili, litigiosità degli stessi o mancata costituzione dei consorzi obbligatori, ci sarà una sostanziale revisione dell’avviso pubblico per la scelta dei commissari rispetto al precedente», annuncia Biondi. «Prevediamo novità importanti, come la divisione per fasce di competenza entro le quali verranno sorteggiati i professionisti: non ci sarà il rischio, insomma, che persone con poca o alcuna esperienza si trovino a dover affrontare situazioni particolarmente complesse. I più bravi e competenti saranno chiamati a dirimere le questioni più difficili, in base alle loro capacità, esperienza e preparazione. È in via di definizione, e a breve sarà portata in giunta, una delibera con cui vengono individuate le priorità e le modalità d’intervento per superare la non più tollerabile impasse di aggregati inspiegabilmente fermi».
007 NEI CANTIERI. «Contestualmente», aggiunge il primo cittadino, «è stata avviata una ricognizione dei cantieri. Gli accertamenti vengono effettuati sul sito, si controlla se ci sia stato o meno l’inizio lavori e se l’aggregato risulti costituito o se vi siano dei contenziosi. Un lavoro complesso e gravoso», afferma in conclusione, «che gli uffici tecnici stanno tentando di espletare nella maniera più veloce possibile, ma il tempo e il personale a disposizione sono sempre insufficienti rispetto alla mole enorme di lavoro con cui gli uffici fanno i conti quotidianamente».
«BIONDI COPIA». Sulla vicenda prende posizione anche l’ex assessore Di Stefano. «In relazione agli annunci del sindaco», sostiene l’esponente del Partito Democratico, di cui è presidente provinciale, «sulla necessità di nominare i commissari, il sorteggio e le fasce di competenza, tutto questo è già stato deliberato dalla passata amministrazione e per la nomina dei commissari non necessita alcun ulteriore avviso se non passare alla parte pratica. Del resto, una revisione annuale dell’albo era già ampiamente prevista. Inoltre, la precedente delibera disponeva che i commissari da nominare sarebbero stati individuati attraverso un sorteggio pubblico, come da prassi per la pubblica amministrazione. Ciò oggi non viene detto e non voglio pensare ad un’eventuale cancellazione di questo importante passaggio. Non manca la consueta denigrazione di quanto fatto», sottolinea ancora l’ex assessore, «ma visto che ormai è abituato a copiare da quello che ha trovato, gli consiglio di fare pace con la coerenza e, semmai, di scrivere qualche regola comportamentale per i commissari che saranno chiamati a scegliere ditte e tecnici ed è bene che lo facciano con il rigore della trasparenza e l’equidistanza a cui dovrebbero attenersi gli incaricati di pubblico servizio».
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