«Lavori nel traforo, la verifica è necessaria»

20 Settembre 2020

L’Osservatorio per l’acqua si schiera con il Parco sulla valutazione ambientale del lavaggio dei tunnel

L’AQUILA. «Rispettare le normative non causa ritardi». L’Osservatorio indipendente per l’acqua del Gran Sasso si schiera al fianco dell’Ente parco sulla necessità di verifiche ambientali propedeutiche al lavaggio delle calotte del traforo. «Le polemiche non hanno ragione di esistere», afferma l’organismo formato da undici associazioni ambientaliste, «sugli interventi da effettuare lungo le gallerie autostradali, così come per quelli nei laboratori sotterranei di fisica nucleare, atteso il loro potenziale impatto sull’acquifero, si devono rispettare tutte le normative poste a tutela della salute umana e dell’ambiente naturale».
Si tratta di una presa di posizione a sostegno della necessità della valutazione ambientale espressa dal presidente del Parco Gran Sasso-Laga Tommaso Navarra che ha suscitato la reazione di Corrado Gisonni, commissario per la messa in sicurezza del sistema che comprende anche i laboratori e le captazioni idriche. Secondo quest’ultimo, infatti, c’è il rischio concreto che le verifiche sulle procedure per il lavaggio del tunnel rallenti ulteriormente gli interventi da lui gestisti con il rischio di chiusura del traforo a partire dal 15 ottobre. «Trovandoci all’interno di un parco nazionale che ospita siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale proposti dalla Regione, designati dallo Stato e istituiti dall’Unione europea», ricorda l’osservatorio, «gli interventi devono essere sottoposti a valutazione di incidenza ambientale come prevede la normativa». Per gli ambientalisti, dunque, «bene ha fatto il Parco a ribadirlo, ma non ve ne sarebbe stato neppure bisogno, atteso che tutti coloro che operano sull’acquifero del Gran Sasso ne dovrebbero essere più che consapevoli». Il rischio di lungaggini, secondo l’osservatorio, sarebbe insito proprio nel mancato rispetto delle norme che innescherebbe procedimenti giudiziari. «Gli interventi di cui si parla erano programmati da prima della fine di maggio e vi sarebbe stato tutto il tempo di seguire le procedure di legge», chiarisce, «sarebbe meglio non perdere ulteriore tempo».
La tutela della salute e dell’ambiente per l’osservatorio resta prioritaria. «Non è l’acquifero del Gran Sasso a doversi adattare all’Infn e a Strada dei Parchi», ribadisce, «ma viceversa». Sulla messa in sicurezza dell’acqua, insomma, «vanno messi da parte giochetti dilatori e soprattutto va evitato che tutto diventi terreno di scontro politico». (g.d.m.)
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