Lavori per i sottoservizi Ecco la terza proroga

Il Comune approva la perizia di variante al programma previsto per il primo lotto Ajraldi (Gran Sasso acqua): «I rientri nelle case ostacolano il cronoprogramma»
L’AQUILA. Il Comune ha approvato la perizia di variante al programma di intervento previsto per il primo lotto di realizzazione dei sottoservizi. Un passaggio che consentirà un’ulteriore proroga di 18 mesi, dopo le prime due, per il completamento dei lavori. Ma non mancano i problemi e le lamentele dei cittadini, che a causa dei sottoservizi non possono rientrare nelle abitazioni ristrutturate, in pieno centro storico. Tanto che martedì è prevista un’audizione in V commissione consiliare del presidente della Gran Sasso Acqua, Fabrizio Ajraldi, chiamato a relazionare sullo stato dell’arte dei lavori. «Abbiamo molti fronti aperti», dice Ajraldi. «Il rientro nelle abitazioni e l’apertura di nuove attività stanno inficiando il cronoprogramma. La realizzazione del tunnel intelligente è un problema della città, non può esserlo solo per Comune e Gsa. Fino a quando i cittadini continueranno a lamentare inefficienze, non si andrà avanti». Tutto sbagliato dall’inizio, secondo Ajraldi. «Quest’opera presupponeva a monte la nomina di un commissario straordinario che potesse interloquire direttamente con i dicasteri e i vari settori della ricostruzione. Facoltà che non sono proprie del presidente della Gsa: insomma, abbiamo le mani legate». Ajraldi rappresenterà tutte le difficoltà in essere nella commissione di martedì, mentre i lavori procedono a rilento in via Fortebraccio, a causa dei ritrovamenti archeologici che hanno fatto slittare di mesi i tempi di intervento, e in piazza Santa Giusta, dove la Gsa era in procinto di cantierizzare, ma è stata bloccata dall’avvio di tre attività. «L’approvazione della perizia di variante al programma di intervento dei sottoservizi», afferma Ajraldi, «prevede da un lato la proroga di 18 mesi per la chiusura del cantiere relativo al primo lotto, dall’altro l’attualizzazione degli interventi sulla scorta della fotografia cittadina e sulla gestione dei rientri. L’opera rischia, però, di diventare un buco nero». Dal punto di vista tecnico, la perizia di variante approva una rimodulazione dell’infrastruttura che, in alcuni tratti centrali dove non è possibile arrivare con il tunnel, prevede l’utilizzo di una polifera, una sorta di sedimento in cemento armato, all’interno del quale correranno tutte le utenze, che occuperà solo una parte della strada. «Il progetto dei sottoservizi è stato concepito per un centro storico vuoto», incalza Ajraldi. «Il ripopolamento di alcune strade e quartieri del centro cittadino crea continui problemi alla stazione appaltante, che deve rivedere ogni volta il cronoprogramma. Continuiamo a fare previsioni e programmi che, spesso, saltano o subiscono importanti ritardi».
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