Lavori post-sisma, ultimatum al Comune

Cantieri bloccati, costruttori e Ordini professionali minacciano una manifestazione di protesta
SULMONA. Una grande manifestazione di protesta contro l’incapacità del Comune di gestire le pratiche della ricostruzione. Una sorta di ultimatum che potrebbe portare, qualora non ci fossero risposte concrete per risolvere la situazione, anche a proteste clamorose. Sono i contenuti del documento sottoscritto dall’associazione costruttori e dagli ordini professionali di ingegneri, architetti e geometri al termine dell’infuocata assemblea che si è tenuta nella sede sulmonese dell’Ance. «Bisogna agire prima che sia troppo tardi per salvare un comparto, quello dell’edilizia, messo in ginocchio dall’estrema lentezza della burocrazia comunale. Abbiamo offerto la collaborazione di tecnici al Comune, ma la cosa è stata rifiutata», hanno chiarito Ezio Dante, vicepresidente dell’Ordine degli ingegneri e il presidente dell’Ance Sulmona, Marco Tirimacco, secondo cui «le imprese sono in affanno per i crediti crescenti. Così il problema diventa a questo punto sociale, per imprenditori e famiglie, a causa dei disagi che questa situazione sta provocando».
«Politici e tecnici sono talmente in difficoltà che continuano a dirci bugie», ha lamentato Luigi D’Alessandro, rappresentante dei geometri, «mentre per i primi di giugno c’è anche il rischio che chiuda lo sportello Suap. Un altro grave colpo al settore».
«Siamo stati i primi a segnalare le condizioni precarie degli uffici comunali», ha sottolineato Antonio Del Boccio, vice presidente dell’Ordine degli architetti, «abbiamo avuto incontri con il sindaco Casini ma non si è arrivati ad alcuna conclusione». L’architetto Antonio Angelone e il geometra Gianni Cirillo hanno proposto azioni anche eclatanti, per smuovere la situazione. «È assurdo avere 10 milioni di euro pronti per i lavori del post sisma che non riusciamo a spendere». (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

