Lavori sulla provinciale 23, disagi e proteste

Castellafiume, residenti confinati per via del cantiere. Il sindaco: calpestati i diritti della comunità
CASTELLAFIUME. Proseguono i disagi per i cittadini di Castellafiume “confinati” dall’11 marzo all’interno del comune di residenza, per via di un cantiere lungo la provinciale 23 dell’Alto Liri, all’ingresso di Capistrello. I lavori sarebbero dovuti terminare l’11 aprile, ma sono stati prorogati fino al 26 del mese. Proprio sulla data della proroga il sindaco di Castellafiume, Giuseppina Perozzi, ha nuovamente scritto al Comune di Capistrello, alla Provincia e per conoscenza al prefetto, «denunciando che sul cartello in uscita da Castellafiume, attestante la chiusura della provinciale 23, sono state apposte date di ulteriore divieto di transito, dapprima 16 aprile; poi 21 aprile; poi ancora 26 aprile, senza alcuna comunicazione ufficiale». Perozzi ha inoltre «chiesto di fornire il cronoprogramma dei lavori. Ovviamente non è arriva alcuna risposta», prosegue, «è comparsa invece l’ordinanza che proroga il divieto di transito fino al 26 aprile. Tralasciamo la forma dell’invio dell’ordinanza perché gli aspetti formali possono poco interessare le persone, ma dovrebbero però interessare le istituzioni e ricordiamo, per eccesso di scrupolo, che il provvedimento del Comune di Capistrello non avrebbe potuto essere emesso se non previa autorizzazione della Provincia. Ma non ci siamo con i tempi», denuncia ancora Perozzi. «L’ordinanza numero 13 del 10 aprile acquisisce nello stesso giorno il parere della Provincia. Eppure il 9 aprile, per le vie brevi, il responsabile per la viabilità provinciale asseriva di non avere concesso alcuna proroga, manifestando perplessità, in merito. È possibile chiedersi se l’autorizzazione della Provincia sia pleonastica?», si domanda Perozzi che ricorda, «ho chiesto la possibilità di effettuare i lavori di notte, di aumentare la forza lavoro, di montare una rete di protezione al fine di consentire il passaggio dei mezzi. Mi è stato risposto di no. Ho chiesto una volta terminata la parte del lavoro riguardante lo “stretto” di chiudere solo metà della carreggiata, sull’esempio di quanto fatto a Tagliacozzo sempre sulla 23. Mi è stato risposto si vedrà. Qualcuno ha dimenticato che esistono i diritti costituzionali». Sulla vicenda c’è anche un’indagine in corso dopo che gli operai hanno bloccato il passaggio di un’ambulanza del 118 con un paziente grave a bordo costringendola a raggiungere l’ospedale di Avezzano passando per Tagliacozzo a soli 10 minuti dalla riapertura della strada al traffico. (f.d.m.)
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