Le 50 idee per ripopolare i Comuni

8 Aprile 2022

Oggi la presentazione del libro di “Officina Italia” al Gran Sasso Science Institute

L’AQUILA. “50 Visioni Comuni. Il neopopolamento dell’Italia tra tentativi e buone pratiche”. È il titolo del testo di Officina Italia, un progetto di Carsa, che verrà presentato oggi dalle 10,30 alle 13,00 all’Auditorium del Rettorato del Gran Sasso Science Institute. Sarà possibile seguire la presentazione in presenza o in diretta streaming sui canali social di Officina Italia e Hubruzzo. Numerosi gli interventi previsti: l’introduzione è affidata a Simone D’Alessandro (Direttore ricerche Hubruzzo, Officina Italia) e Sergio Galbiati (Presidente Hubruzzo). Seguiranno le relazioni di Luca Santilli (sindaco Gagliano Aterno), Alessandro Crociata (direttore Osservatorio Culturale Urbano e professore associato Gssi), Lelio Iapadre (prorettore Università dell’Aquila), Alessandra Faggian (prorettrice vicaria Gssi), Oscar Buonamano (direttore editoriale Carsa, Officina Italia), Fabio Renzi (segretario generale Symbola, Officina Italia). Chiuderà i lavori Giovanni Legnini (commissario straordinario alla ricostruzione post sisma 2016). Modera Stefano Pallotta (presidente Ordine dei giornalisti, Abruzzo). Il volume s’inserisce nell’ambito delle attività di Officina Italia, un’iniziativa promossa da Carsa e Fondazione Symbola che affronta il tema di un rapporto più equilibrato e sostenibile. La ricerca prende in esame progetti di sviluppo locale già in atto e nuove idee di neopopolamento, rigenerazione, riuso e riattivazione. «Auspichiamo», spiega Sergio Galbiati, presidente Hubruzzo, «che le 50 buon pratiche qui descritte possano ispirare i sindaci italiani impegnati nella ricostruzione e coloro che lottano contro la desertificazione dei territori, e che i fondi del Pnrr vengano utilizzati al meglio dando risposte concrete alle persone che abiteranno ancora nella parte più autentica del nostro bel paese, l’Appennino». Secondo Legnini, infatti, «gli insediamenti dell’Appennino centrale sono il frutto millenario di un rapporto sinergico tra uomo e natura. Un rapporto andato in crisi con i modelli di sviluppo degli ultimi decenni che hanno determinato spopolamento e depauperamento delle strutture e della rete dei servizi pubblici e privati, nonché della struttura produttiva. Da un lato la ricostruzione potrà restituirci un territorio e un patrimonio edilizio più sicuri e sostenibili; dall’altro sarà possibile realizzare quella transizione ecologica e digitale con la quale l’Europa e il nostro Paese hanno deciso di affrontare le sfide climatica e pandemica». (m.c.)
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