Le azzurre si tatuano il gioiello di Roccaraso

8 Marzo 2017

Le atlete della Sincro Roller di Calderara ricordano così l’oro al Mondiale di pattinaggio a rotelle

ROCCARASO. L’arte orafa abruzzese diventa indelebile sulla pelle delle campionesse mondiali di pattinaggio sincronizzato a rotelle: dopo la vittoria agli ultimi mondiali, le atlete della Sincro Roller di Calderara (Bologna), si sono tatuate un gioiello nato a Roccaraso. È il Pattinamore, un monile ideato e realizzato da Franco Coccopalmeri e che oggi è un oggetto di culto nel mondo degli skater. Sia nella versione a rotelle e che in quella su ghiaccio, il gioiello è stato talmente apprezzato che in passato è diventato il premio di varie edizioni di Campionati italiani della disciplina.

«Per le manifestazioni di rilievo», dice Coccopalmeri, «ho realizzato delle versioni più preziose ed elaborate, mentre lascio alla produzione ordinaria una versione più essenziale. Si chiama Pattinamore perché rappresenta la passione per il pattinaggio. E infatti si tratta di un pattino a forma di cuore, con le rotelle o con la lama, a seconda della disciplina». Le linee eleganti e significative del gioiello sono state così apprezzate dalla squadra campione del mondo di pattinaggio artistico, che la presidente Donatella Venturi e le allenatrici Barbara Calzolari e Michela Corticelli, hanno deciso di renderlo indelebile sulla loro pelle.

«In occasione del titolo conquistato», spiega Barbara Calzolari, «abbiamo celebrato la vittoria con la cosa che rappresenta il nostro amore per questo sport. Noi tutte avevamo già il Pattinamore come ciondolo e c’era stato un apprezzamento unanime per quest’opera così significativa. Disegnarlo sulla nostra pelle è stato un sigillo definitivo per ciò che facciamo con grande passione. Nei mesi successivi il tatuaggio lo hanno fatto anche le ragazze della squadra, a cominciare dal capitano, che lo ha fatto sul piede».

«Mi sono innamorata del gioiello appena l’ho visto», spiega Micaela Orlandi, capitano della squadra e veterana del pattinaggio sincronizzato, «e l’idea di tatuarlo sulla mia pelle, assieme alla data della vittoria al mondiale, è stata la consacrazione di un percorso cominciato anni fa. Ho partecipato a svariate edizioni del mondiale e vincerlo proprio in Italia è stata una gioia immensa. Forse lo avrei fatto lo stesso, ma l’occasione dell’oro ha dato un valore aggiunto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA