Le bollette di luce e gas alle stelle: bar dimezza l’orario di apertura

16 Settembre 2022

Scelta drastica di un locale: aumenti insostenibili, per sopravvivere abbassiamo la saracinesca alle 13 Confcommercio invoca norme generali sulle chiusure. Cna: sostegno dalla Regione con bonus specifici

AVEZZANO. Gli aumenti di luce e gas spingono un barista a chiudere l’attività alle 13. Con un cartello appeso fuori dalla vetrina il titolare di Tiratisù, bar pasticceria nella zona del castello di Avezzano, ha comunicato ai suoi clienti che i rincari sono diventati insostenibili, e che per questo è stato costretto a rivedere l'orario di chiusura.
«All’inizio di quest’anno c’è stata un’impennata incontrollata dei costi dell’energia elettrica, e quella del gas che arriverà a breve sarà ancora peggio», precisato nella comunicazione, «Tiratisù nel solo mese di luglio ha ricevuto una fattura di 5.400 euro relativa alla sola elettricità e per agosto ci sarà un ulteriore aumento del 15%. Con questi costi è praticamente impossibile tenere aperta qualunque tipo di attività, costi che si vanno a sommare agli aumenti delle materie prime. Per controllare i costi e non aumentare i prezzi comunichiamo che saremo aperti dalle 5.30 alle 13».
A spingere Giuseppe Santellocco, titolare dell’attività, a prendere questa decisione sono state proprio le spese vive che da mesi sostiene. «Gli aumenti sono cominciati a inizio anno», precisa il titolare. «Ogni mese speravamo sempre fosse l’ultima bolletta alta, ma a luglio siamo arrivati a 5.400 euro. Mi sono mosso e ho capito che la situazione sarebbe peggiorata mese dopo mese. Allora ho giocato d’anticipo, mi sono fatto i calcoli che ad agosto sarebbero stati circa settemila euro e a settembre novemila euro. E poi si sarebbe aggiunto il costo del gas. Ho pensato inizialmente di chiudere quattro o cinque mesi. Poi ho deciso di puntare sui prodotti che mi richiedono poca energia e mi danno un margine maggiore. Ci siamo concentrati sulle colazioni. Di dipendenti ne avevo quattro, ne dovevo aggiungere un altro ma invece poi siamo rimasti in tre perché uno è andato via. Apro la mattina, facciamo sette ore piene, e poi chiudiamo. Questo mi permette di pagare le spese e non buttare all’aria, dopo un anno di lavoro, quello che di bello ho creato».
Questa decisione estrema, secondo le associazioni di categoria, è frutto di una criticità dalla quale non sembra esserci via d’uscita. «Purtroppo la situazione è drammatica», commenta il presidente della Confcommercio Avezzano Giuliano Montaldi. «Le attività cercano di autoregolamentarsi riducendo l’orario di apertura e chiusura dei negozi per cercare di affrontare questi continui aumenti che sono diventati insostenibili. A mio avviso, visto che le cose non miglioreranno, bisognerebbe forse avere delle norme generali che possano regolamentare le chiusure. Invece di rimanere aperti fino alle 20, i negozi, come alcuni uffici, potrebbero fare orario continuato e chiudere alle 18 risparmiando così luce e gas e sfruttando al massimo la luce naturale».
Anche per il direttore e il presidente di Cna, Fabrizio Belisari e Francesco D'Amore, sono necessari provvedimenti immediati: «Chiediamo alla Regione di sostenere, con bonus ad hoc e con gli strumenti legislativi a disposizione, di concerto con i Comuni e gli altri soggetti di governo del territorio, l’introduzione di fonti rinnovabili finalizzate all’autoconsumo da parte delle imprese», affermano, «è il caso degli impianti fotovoltaici: con la loro installazione in larga scala sui capannoni industriali si potrebbe nel tempo arrivare a una progressiva indipendenza e autonomia. Anche in materia di impianti eolici o idroelettrici crediamo si possano studiare soluzioni in grado di accrescere la produzione di energia in Abruzzo».
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