Le bombe alleate dell’8 dicembre: memoria di 77 anni fa

8 Dicembre 2020

Oggi la ricorrenza del raid sulla Zecca: oltre 200 le vittime Causa Covid niente omaggio floreale pubblico all’Immacolata

L’AQUILA. Sono passati 77 anni dall’8 dicembre 1943, quando gli alleati bombardarono la stazione ferroviaria dell’Aquila e la Zecca che era nelle vicinanze, provocando la morte di 19 lavoratori (15 donne) della Zecca e oltre 200 vittime fra civili che abitavano nella zona di Porta Rivera (almeno 25) e militari alleati prigionieri in un vicino campo di concentramento che erano stati portati alla stazione come scudi umani.
LA STORIA. Gli storici hanno accertato che ci furono decine di morti anche fra i soldati tedeschi di guardia alla stazione e soprattutto alla Zecca. «La notte precedente l’incursione aerea dei bombardieri inglesi e americani», ha scritto in un suo saggio il compianto giornalista e storico Amedeo Esposito, che ci ha lasciato poco più di un anno fa, «i militari furono trasferiti dal campo di concentramento e stipati nei vagoni dei treni. Altri vagoni erano pieni di armi e munizioni. Le ipotesi di questo spostamento sono diverse: forse era previsto di portare armi e prigionieri di guerra in un’altra località o, forse una soffiata aveva indotto i tedeschi a usare i soldati alleati come scudi umani contro il bombardamento che doveva colpire quello che era considerato il forziere di Hitler, il centro di rifornimento per avere il denaro necessario a sostenere le ingenti spese di guerra. L’ordine dei tedeschi era stato di portare la produzione giornaliera dei biglietti di banca a 900mila unità. All’Aquila si stampavano i tagli da Mille, 500, 100 e 50 lire», affermava lo storico. «Sembra che il contributo versato dalla città, cioè i soldi dei forzieri della Banca d'Italia presi dai tedeschi sia stimato intorno ai 13 miliardi di lire di allora, circa 330 miliardi di euro con il cambio attuale. Fu una carneficina. Le cronache dell’epoca descrivono le incursioni inglesi come meno precise e selettive rispetto a quelle degli americani: le bombe argentate sganciate dagli aerei distrussero l’Officina carte e valori, la stazione e anche il vicino quartiere di Borgo Rivera, provocando qui numerose vittime tra i civili. Ci fu anche un disperso, una persona il cui corpo non è mai stato ritrovato».
Quest’anno, causa Covid, sarà interrotta anche la tradizionale cerimonia pubblica dell’omaggio floreale alla stele dell’Immacolata promossa dall’Unitalsi e dalla famiglia francescana dei Frati Cappuccini di Santa Chiara con l’attiva partecipazione dei vigili del fuoco. Un’iniziativa molto sentita – specialmente da parte dei residenti di Borgo Rivera e dai familiari delle vittime del bombardamento – che ha coinvolto, nel corso degli anni, sempre numerosi partecipanti, con la presenza del cardinale arcivescovo, oppure di un suo delegato, dei religiosi e dei fedeli. Non sono state previste, pertanto, iniziative che prevedano la presenza dei fedeli. È probabile che gli omaggi floreali, anche da parte di singoli cittadini, possano avvenire in forma privata. Oggi, alle 8 e alle 17,30, nella sala Santa Chiara (in attesa della riapertura della chiesa annessa al convento), verrà celebrata la messa dell’Immacolata Concezione, nel rispetto delle normative legate all’emergenza sanitaria.
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