Le classi erano finite in cinque sedi diverse
La vicenda dell’edificio del Cotugno a Pettino ha davvero dell’incredibile. La scuola, dopo il terremoto del 2009, era stata classificata B, con danni poco gravi. Una volta terminati i lavori di...
La vicenda dell’edificio del Cotugno a Pettino ha davvero dell’incredibile. La scuola, dopo il terremoto del 2009, era stata classificata B, con danni poco gravi. Una volta terminati i lavori di ristrutturazione, venne riaperta nell’autunno del 2009. A maggio 2013, la Provincia commissionò uno studio di vulnerabilità sismica dell’immobile, i cui risultati evidenziarono carenze statiche soprattutto per uno dei corpi di fabbrica, oltre che un indice di sicurezza molto basso, con valori da 0% a 26,3%. Per questo motivo la Provincia, nel marzo del 2015, fece redigere un progetto per l’esecuzione di lavori di adeguamento strutturale, che tuttavia non vennero mai eseguiti. Con le scosse di terremoto del Centro Italia del 2017 il Cotugno fu riaperto dopo tutte le scuole della città, con la chiusura di due degli otto corpi di fabbrica. Un gruppo di genitori, rappresentati dagli avvocati Luciano Dell’Orso e Rosario Panebianco, presentò un ricorso per chiedere l’annullamento del provvedimento di riapertura della scuola proprio basandosi sulla verifica di vulnerabilità del 2013, che il Tar accolse Il 2 luglio 2018. La Provincia fu dunque costretta a chiudere la sede di Pettino spacchettando gli alunni su cinque sedi diverse. Intanto, sono cominciati i lavori terminati solo in questi giorni. Il Consiglio di Stato, nel frattempo, ha annullato la sentenza del Tar, dichiarando le verifiche del 2013 poco convincenti.

