Le democratiche: a Segre la cittadinanza onoraria

L’AQUILA. Le democratiche propongono la cittadinanza onoraria per la senatrice Liliana Segre. Una donna forte, libera, autonoma. Un esempio di civiltà e coraggio, uno spirito indomito che neanche...
L’AQUILA. Le democratiche propongono la cittadinanza onoraria per la senatrice Liliana Segre. Una donna forte, libera, autonoma. Un esempio di civiltà e coraggio, uno spirito indomito che neanche quel numero, 75190, impresso sulle sue carni quando era solo una bambina in un campo di sterminio, e l’orrore di quel luogo sono riusciti a domare, a sconfiggere». È quanto affermano la parlamentare Stefania Pezzopane e la coordinatrice provinciale delle democratiche Gilda Panella, che aggiungono: «La senatrice Segre consegna alla storia del nostro Paese una testimonianza forte che merita rispetto. Il suo documento contro ogni forma d’odio è espressione di un principio altissimo: una civiltà degna di essere definita tale non può che allontanare da sé ogni forma d’odio. La proposta chiara, universale di una donna di 89 anni per proporre “un concetto libero dalla politica, un concetto morale, un invito che chiunque avrebbe dovuto accogliere in un mondo normale, senza sospettosamente invece cercare contenuti sovversivi che potevano avvantaggiare gli avversari politici. Lei si aspettava accoglienza, solidarietà, umanità, etica, un concetto ecumenico senza steccati, invece ha trovato indifferenza al suo desiderio di giustizia”. Questi, alcuni passaggi di una lettera di Alberto Belli Paci, figlio maggiore di Liliana Segre, scritta dopo l’astensione del centrodestra al voto per l’approvazione della proposta della senatrice a vita di istituire una commissione contro odio, razzismo e antisemitismo. Non possiamo che accogliere e abbracciare la proposta della senatrice Segre e il suo altissimo senso di civiltà e giustizia. Chiediamo quindi che il Comune dell’Aquila conferisca la cittadinanza onoraria alla senatrice Segre e facciamo istanza affinché l’amministrazione e i consiglieri tutti facciano proprio un messaggio che condanna l’odio in ogni sua espressione e forma».
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