Le dieci idee dei commercianti: «Così si rilancia il centro storico»

16 Marzo 2017

Si va dalla riapertura del Liceo classico a una zona pedonale attrezzata, fino agli sconti sui parcheggi Di Lonardo propone: «Vanno rivisti gli orari di apertura, giovedì e domenica sul Corso c’è il deserto»

SULMONA. Maggiori servizi, riapertura del Liceo classico, cura del polmone verde e degli arredi urbani, zona pedonale e aree attrezzate per bambini e famiglie. Oltre a sconti sui parcheggi a pagamento, tasse comunali meno care, organizzazione di eventi, aperture nei giorni festivi con orari più flessibili e risposte più celeri da palazzo San Francesco. Questa in dieci mosse la ricetta di dieci commercianti per risollevare le sorti del centro storico. Ricetta che arriva all’indomani dell’ultima chiusura di una storica attività. Sono gli stessi negozianti a mettersi alla prova e a riflettere su come fare per rimettere in moto il centro città e i suoi negozi, fonte di richiamo da sempre per i paesi del circondario.

«Bisognerebbe abbassare le tasse», afferma Patrizia Vassalli da Zeta generation, «uno dei modi per venire incontro a noi commercianti è quello di diminuire la pressione fiscale. Il Comune potrebbe fare la sua parte, abbassando quelle di sua competenza».

Le richieste al Comune si riferiscono non solo alla pressione fiscale, ma anche risposte più celeri da parte degli uffici, sia per i permessi su eventi da organizzare, che l’occupazione di suolo pubblico. Questione quest’ultima che sta lasciando i commercianti in balia di multe e accertamenti dagli enti preposti.

«Sarebbe importante avere risposte più celeri, magari con uno sportello dedicato che abbia orari che siano possibili anche per noi commercianti», aggiunge la collega Silvia Di Lizio, «altrimenti resta tutto nel campo del possibile e non del realizzabile».

Più di un commerciante, poi, è pronto a fare il mea culpa e ad ammettere che si dovrebbe fare di più per andare incontro alle esigenze mutate della clientela. Il riferimento è al giovedì che resta giorno di chiusura ad ogni costo e agli orari di apertura e chiusura che faticano a diventare flessibili. «Si dovrebbe provare a organizzarsi diversamente», dice Antonella Di Lonardo, «siamo aperti anche il giovedì e la domenica durante i saldi. Il problema è che siamo in pochi a farlo. Il giovedì e la domenica lungo corso Ovidio c’è il deserto, poi però non lamentiamoci se le persone vanno al centro commerciale».

C’è anche chi rivendica l’organizzazione di eventi in grado di attirare pubblico in centro storico e creare movimento. Ma oltre alla organizzazione di attrazioni varie, l’attenzione si concentra sulla necessità di pubblicizzarle meglio. «Qui si organizzano molte cose, ma vengono poco pubblicizzate», aggiunge Francesca Cianchetta di Original Marines, «molto spesso entrano clienti che ci raccontano di avere avuto difficoltà di parcheggio, senza sapere il motivo. Come successo l’anno scorso per varie iniziative che si sono tenute in estate. Questo la dice lunga sulla necessità di puntare maggiormente sul marketing».

Immancabile qualche sfiduciato, che non vede prospettive future e di conseguenza nemmeno proposte di rilancio possibili. Come Donatella Palanza del negozio Eleganza. «E noi commercianti cosa possiamo inventarci?», domanda dalla vetrina di corso Ovidio, «noi più che diversificare la merce non possiamo fare».

Molto più propositivo Samy Elnakhal della gioielleria Horus, accanto alla fontana del Vecchio.

«Il Corso dovrebbe essere zona pedonale e sicura per famiglie e bambini», riflette il commerciante, con affari anche a Dubai, «creando zone verdi e sedute dove portarli a spasso, in modo da ricreare movimento e far tornare la gente agli acquisti. Anche noi dovremmo fare di più, sono convinto che le buche davanti ai nostri negozi possiamo ripararle anche da soli, invece di aspettare i tempi dei lavori pubblici. Si dovrebbe facilitare l’accesso al centro storico, rendendo il corso pedonale e le strade di accesso transitabili».

«Il centro va reso più fruibile», fa notare Annalisa Leombrunidi Peters tea House nei pressi di piazza Garibaldi, «sono favorevole alla Giostra, ma le strade vanno aperte e non chiuse, organizzando eventi e spettacoli».

Chiedono costi più bassi al parcheggio di Santa Chiara Anna Lucia Centofanti e Paola Colangelo de La Drogheria.

«Far tornare gli studenti del Liceo classico in piazza», invoca Dora Di Rocco di Confetti Ovidio, «ma anche riqualificare la villa comunale con parchi gioco e nuovi spazi per consentire alle famiglie di portarci i bambini e tornare a passeggiare qui. La domenica vedere la maggioranza dei negozi chiusi non rende bella la nostra città».

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