Le ditte chiedono i danni

17 Febbraio 2015

Denuncia Cna: «Imprese in crisi per i mancati pagamenti»

L’AQUILA. «Forte e preoccupante allarme» emerge dagli incontri avuti con i propri associati dal direttore e dal presidente della Cna provinciale, Agostino Del Re e Giorgio Stringini.

«Lo snellimento burocratico», si legge in una nota, «tanto ritenuto da tutti come il maggior ostacolo dell’economia, non sarà certo l’unica soluzione ma alimenterà la base per richiedere con cognizione e forza il rispetto di risorse economiche, su basi certe, per la ricostruzione del cratere sismico. Quanto allo stallo in atto, per le centinaia di Sal in attesa di essere liquidati con i concreti fondi a disposizione, ne consegue un ingente e rilevante danno nel settore delle costruzioni, ivi comprese le centinaia di imprese artigiane che operano in subappalto oltre che alle ditte fornitrici di materiali. Ancor più gravi e allarmanti sono i dati relativi nel settore dell’artigianato della provincia per l’anno 2014, dove emerge che, a fronte di 597 cancellazioni, -312, con una percentuale del 52%, appartengono al settore delle costruzioni che in aggiunta alle cancellazioni del 2013, pari a -346, sempre nel settore delle costruzioni sommano nei due anni 659 cancellazioni, con enorme perdita occupazionale e chiusura di centinaia di imprese. Altresì le imprese artigiane attive nello stesso settore scendono da 3378 nel 2013 a 3213 nel 2014, con un saldo negativo di -165, ovvero a fronte di 147 nuove attività se ne sono cancellate 312. Se poi prendiamo a riferimento il totale generale delle imprese artigiane attive nella provincia con 7374 al 31-12-2014, segna ancora un dato negativo rispetto al 2013 con -242, che confrontato con il dato regionale generale delle imprese dell’artigianato pari a -1087, si registra: -22,26% all’Aquila; -37,26% a Teramo; -27,70% a Chieti e -12,78 a Pescara. Ciò fa riflettere su come si stia verificando un fenomeno quantomeno anomalo, dove la ricostruzione post-sisma avrebbe dovuto generare un forte flusso economico con il coinvolgimento per migliaia di addetti nel settore delle costruzioni per non parlare dell’indotto. Ancora una volta ci troviamo di fronte a una mancata azione di programmazione economica, ove i cambiamenti procedurali e le inadeguate misure sono causa di forti danni economici con conseguenze irreparabili nei confronti del settore dell’artigianato. Drastiche e concrete devono essere le immediate decisioni da intraprendere per colmare le lacune operative che causano ingenti danni economici alle innumerevoli imprese che quotidianamente si rivolgono alla nostra associazione, ingiustamente coinvolte nonostante l’impegno e i sacrifici profusi per rispondere agli impegni contrattuali. Il perdurare di tale stato, comporterà una forte azione legale per il risarcimento di tutti i danni causati dagli organismi preposti».