Le maestre si difendono: «Accuse infondate»

Presunti maltrattamenti ai bambini, in aula il racconto delle insegnanti finite sotto processo
L’AQUILA. Hanno negato tutto, e anche con decisione, le tre maestre d’asilo imputate in quanto accusate di aver maltrattato alcuni bambini dell’asilo “Cip & Ciop”, situato a Pettino. Una struttura che da tempo ha cambiato gestione e denominazione. Marika Rapele, di Alatri (Frosinone) è stata la prima a sottoporsi all’interrogatorio davanti al giudice Adolfo Di Zenzo. «Non ho trascinato alcun bambino contro la sua volontà», ha detto rispondendo a una precisa domanda su un’ipotesi di maltrattamento. «L’ho solo alzato da terra, ma solo per una frazione di secondo».
La stessa ha negato di aver imboccato con forza una bambina, che faceva i capricci, usando il cucchiaio. Negata anche la contestazione di aver obbligato un bimbo a lavarsi la faccia. Le contestazioni, perlopiù, riguardavano metodi spicci, forse troppo per l’accusa, nella gestione degli ospiti di quell’asilo. Si è anche parlato di un fatto, forse accidentale, per il quale sarebbe stato preso per i capelli un bambino.
La successiva deposizione è stata quella di Giuliana Colaiuda, originaria di Barano di Tornimparte, la quale ha riferito su come avveniva la gestione del nido in relazione al numero dei bambini rispetto alle maestre che erano tre e che, pertanto, dovevano svolgere mansioni diverse, talvolta anche in modo simultaneo. L’aquilana Costantina Bucci, anche lei imputata, ha fornito risposte non dissimili da quelle delle sue colleghe. Le tre sono state bersaglio di domande delle parti civili e del pm onorario, anche se lo stesso Di Zenzo, in più occasioni, ha affermato che alcune di esse erano ammissibili «ma non se ne capisce l’utilità».
La strategia della difesa è quella di offrire un’interpretazione dei comportamenti del tutto diversa da quella che è nel capo di imputazione. Ma è probabile che questo processo, dall’esito incerto, sia deciso dal peso che il giudice darà alle immagini realizzate dalla polizia dopo la denuncia di alcuni genitori. Le intercettazioni ambientali audio-video, avrebbero messo in luce comportamenti anomali da parte delle tre maestre. Si torna in aula il 27 febbraio. Le imputate sono difese da Ferdinando e Manuela Paone e Stefano Rossi.
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