Le mamme sulmonesi boicottano il panino

Mense chiuse, famiglie pronte a infrangere le regole imposte dalle scuole Negli zaini cibi cotti e verdure. L’avvocato: «Va fatta chiarezza»
SULMONA. Scatta la protesta silenziosa contro il panino da parte dei genitori. Il problema del servizio mensa che tarda a ripartire e le disposizioni non scritte delle scuole, che impongono menu senza cibi unti, hanno mandato su tutte le furie tante famiglie, ma anche medici e professionisti che hanno ricordato l’importanza di far rispettare ai più piccoli le buone regole della giusta alimentazione e dello sport da praticare (vista la contemporanea chiusura di quattro palestre nelle scuole sulmonesi). Per questo i genitori hanno cominciato con la «disobbedienza contro i menu imposti dalle scuole», ricominciando a mettere negli zaini cibi cotti, dessert al cucchiaio, frutta e verdura, cose “vietate” dalle scuole sulmonesi per evitare di sporcare le classi.
«Le maestre e i dirigenti ci chiedono di pazientare», fa notare l’avvocato Monica Buzzelli, «ma a noi chi ci pensa? Ci sono sentenze sull’argomento che vietano di interferire con la dieta che ogni famiglia vuol dare ai propri figli».
I genitori, dunque, chiedono trasparenza e chiarezza. «La famiglia e la scuola sono le istituzioni che devono occuparsi della formazione e dell’educazione dei nuovi nati e, sicuramente, svolgono un ruolo paritario», aggiunge la Buzzelli, «dovrebbero quindi interagire e collaborare per il miglior raggiungimento di questo scopo: a tal fine è stato redatto anche un apposito patto. E invece la scuola manca di trasparenza, lancia messaggi non veritieri, tenta di manipolare la realtà e di indurre sia i genitori che i bambini a non scegliere, a non ragionare con la propria testa, a uniformarsi. Non solo, ma imponendo come una scelta alternativa il panino, non si preoccupa neppure di creare, senza alcun motivo, danni alla salute degli allievi, non potendo certo essere quella del panino protratta nel tempo una alimentazione salutare ed equilibrata. Esortiamo quindi le scuole a fornire immediatamente ai genitori comunicazioni corrette in generale, dall’aula per la mensa alla palestra».
Anche per questo, e per il fatto che l’avvio delle mense a novembre non convince i più, il Comitato scuole sicure sta preparando una richiesta di accesso agli atti sui lavori e gli arredi da fare nelle mense. Il servizio, infatti, non è partito perché i locali andavano adeguati negli spazi e negli arredi e al Comune di Sulmona se ne sono ricordati a settembre, dopo l’estate della crisi politica, facendo slittare l’avvio del servizio.
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