Le mura urbiche affidate alle associazioni

14 Aprile 2017

Estratte a sorte dall’assessore Di Stefano avranno un tratto di cinta assegnato da curare e sorvegliare

L’AQUILA. A ciascuna associazione il proprio tratto di mura urbiche da curare, gestire, manutenere e difendere da incuria e vandalismo. Con un’assegnazione tramite sorteggio, ieri, 11 tratti degli oltre 5 chilometri di mura cittadine sono stati assegnati ad altrettante associazioni civiche, culturali, ambientaliste dell’Aquila, che dovranno prendersene cura esattamente come avvenne all’epoca della fondazione della città, quando a partire dal XIII secolo i castelli del contado avviarono la costruzione delle mura, realizzando ciascuno un tratto.

A loro venne affidata la gestione e la cura del pezzo di mura costruito, secondo il concetto della comunione dei beni. Oggi, a distanza di secoli e raccogliendo una proposta che viene proprio dal mondo delle associazioni, le mura tornano nella cura civica. Ad assegnare ciascuno degli 11 tratti è stato ieri mattina l’assessore all’Urbanistica e alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano (affiancato dalla dirigente Chiara Santoro e dall’architetto Lisa Di Carlantonio), che a Palazzo Fibbioni ha estratto a sorte da un barattolo di vetro i numeri con cui sono stati identificati i pezzi di mura e da un altro barattolo quello delle associazioni, che sono: Ainwa Asd Camminaq, Amici dei Musei, Archeoclub Italia L’Aquila, Fai L’Aquila, Italia Nostra L’Aquila, Jemo ’nnanzi, Legambiente Abruzzo Beni culturali, Lions Club L’Aquila, Nuova Acropoli, Panta Rei e Rotary Club L’Aquila.

L’iniziativa fa seguito alla deliberazione di giunta comunale con la quale si prevede la possibilità di collaborare, a titolo gratuito, con l’amministrazione comunale alla cura, manutenzione e sorveglianza delle mura medievali, regolate da un disciplinare. La parte di mura interessata è la fascia pomeriale per brevi tratti che vanno dai 200 ai 500 metri, compresi le porte e i bastioni. Le associazioni dovranno occuparsi di eseguire interventi di piccola manutenzione, ad esempio il decoro ambientale, la segnalazione di ogni necessità d’intervento (punti luce spenti o malfunzionanti e così via), atti di vandalismo o l’abbandono di rifiuti pericolosi o ingombranti.

«Sarebbe bello se in futuro l’amministrazione facesse di questo metodo una consuetudine per la cura e la vigilanza anche di altre porzioni di città, per esempio piazze e strade, che potrebbero essere affidate ai commercianti», ha detto Di Stefano, «sarebbe un modo per diventare tutti “vigili urbani” e per essere più responsabili. Facciamo di questa città un museo all’aperto», ha aggiunto l’assessore. Intanto riprenderanno tra due mesi i lavori di recupero dell’ultimo tratto delle mura urbiche, per il quale si è in attesa dei fondi stanziati dal governo con il decreto Franceschini, che mette a disposizione 30 milioni di euro per le mura, per il Duomo di San Massimo e per Santa Maria Paganica. L’obiettivo è illuminare tutta la cinta muraria e renderla fruibile con camminamenti e percorsi ciclopedonali.

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