Le opposizioni disertano il consiglio

17 Settembre 2019

TAGLIACOZZO. Le opposizioni hanno disertato per protesta la seduta del consiglio di sabato scorso. A loro avviso non sarebbero state rispettate le norme che disciplinano la convocazione dei consigli...

TAGLIACOZZO. Le opposizioni hanno disertato per protesta la seduta del consiglio di sabato scorso. A loro avviso non sarebbero state rispettate le norme che disciplinano la convocazione dei consigli comunali. Tali norme prevedono che tra la notifica dell’avviso di convocazione, con il relativo ordine del giorno, e la seduta consiliare debba intercorrere «un ragionevole lasso di tempo», affinché il mandato consiliare possa essere svolto in modo «serio, completo e consapevole». Il lasso di tempo previsto è di 5 giorni per le sedute ordinarie, 3 giorni per quelle straordinarie e di 24 ore per quelle d’urgenza. In questo caso la convocazione è stata considerata come urgente, ma, a detta delle opposizioni, senza che ne ricorressero le condizioni.
«La convocazione del consiglio», rilevano i capigruppo delle opposizioni, Vincenzo Montelisciani e Maurizio Di Marco Testa, «è pervenuta ai consiglieri soltanto venerdì e dunque con un solo giorno di anticipo. La nostra scelta scaturisce dall’ennesima forzatura delle regole e dei princìpi democratici del sindaco Vincenzo Giovagnorio e della presidente del consiglio comunale Anna Mastroddi». E aggiungono: «Convocare anche con un solo giorno di anticipo le sedute di consiglio, è possibile, ma i casi sono tassativi e la scelta comunque deve essere motivata dall’urgenza, cosa che non è stata fatta: né per iscritto, né per le vie brevi. Noi siamo stati convocati in fretta e furia per modificare il piano triennale delle opere pubbliche, cioè una programmazione annuale, che non può assumere i caratteri dell’urgenza, senza neppure che ci venisse spiegato il contenuto dell’atto, cioè che cosa si va a modificare e perché. La verità», concludono i capigruppo delle opposizioni, «è che questa ennesima forzatura delle regole vuole nascondere un’azione amministrativa improvvisata, incapace di programmare e pensare nel lungo periodo. Noi, per il rispetto che dobbiamo ai cittadini, alle istituzioni e a noi stessi non possiamo farci prendere in giro e, dunque, neppure assecondare chi puntualmente calpesta le norme democratiche per portare avanti scelte che stanno danneggiando il nostro paese, come attesta la vicenda della mancata messa in sicurezza delle scuole».
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