Le parole choc di Marinangeli: «La nostra è ormai zona rossa»

Per il primario di terapia intensiva del San Salvatore gli ospedali sono in seria difficoltà In provincia i nuovi casi registrati sono a quota 242, all’Aquila si contano altri 44 contagi
L’AQUILA. «La situazione è molto critica, soprattutto nella provincia dell’Aquila». Per il primario di Rianimazione e terapia intensiva Franco Marinangeli, l’Abruzzo andrebbe considerata regione rossa.
Lo ribadisce, nel giorno in cui nella provincia i nuovi casi schizzano a quota 242 e L’Aquila conta 44 contagi. Gli effetti del dilagare del virus sul territorio provinciale si ripercuotono soprattutto sull’ospedale San Salvatore, in quanto hub di riferimento: il manager della Asl, Roberto Testa, ha annunciato l’attivazione di ulteriori posti letto, in particolare i 40 del Delta 7, ma la pressione sul presidio ospedaliero aquilano potrebbe diventare ingestibile.
«Ce la stiamo mettendo tutta», afferma Marinangeli, «per dare le giuste cure a tutti. È un momento di enorme difficoltà», sottolinea il primario della Terapia intensiva, «in cui è necessario che ciascuno faccia la sua parte. Importante è trasmettere il concetto di una comunità unita e consapevole soprattutto della propria forza e capacità di condizionare positivamente il corso degli eventi». Alla data de 7 novembre al San Salvatore risultavano ricoverate 120 persone: 29 a Pneumologia, 12 a Rianimazione 12, 45 a Medicina, 22 a Malattie Infettive, 12 nella cosiddetta Area Grigia. Una situazione definita molto critica da Marinangeli: «A mio avviso la nostra regione è da considerarsi rossa. Infatti, io faccio conti diversi dagli statistici. I conti reali si fanno sulla base della disponibilità di posti letto in terapia intensiva e sub intensiva. Ciò che è rilevante è il rapporto tra i malati gravi e il numero di posti letto di terapia intensiva e sub intensiva». La provincia dell’Aquila è alle prese da settimane con un’impennata della curva di contagi e in particolare nella Marsica si sono sviluppati altri focolai, anche in ambito sanitario. «Questo è il punto reale della criticità. La provincia dell’Aquila», aggiunge Marinangeli, «a un analisi approfondita, presenta gli stessi dati di Milano, quindi come può essere qui zona gialla e lì rossa? C’è stata pressione sulla Terapia intensiva tanto che nei giorni scorsi abbiamo dovuto trasferire pazienti in altri ospedali. Ora siamo impegnati ad ampliare i posti letto, ma la curva non accenna a diminuire». Per avere un quadro ancora più chiaro della situazione, Marinangeli si augura che si velocizzino le procedure per processare i tamponi, visto che attualmente gran parte dei test effettuati all’Aquila vengono inviati a Teramo e Pescara. «C’è da sottolineare», dice il primario, «che i dati che vengono processati sono meramente indicativi perché non sono riferibili al giorno precedente ma ad alcuni giorni prima considerando il ritardo con cui viene comunicato il risultato dei tamponi. Se si tornerà a processare più celermente i tamponi, la situazione sarà più reale e quindi attendibile». Marinangeli rinnova dunque l’appello già lanciato nei giorni scorsi: «Chi decide nella realtà è la tenuta degli ospedali e questi sono in seria, seria, difficoltà. È necessario che ognuno faccia il possibile per proteggersi evitando contatti inutili. Sosteniamo per quello che è possibile l’economia perché è fondamentale dimostrare di essere una vera comunità, ma dimostriamo anche a noi stessi che siamo in grado di farlo in maniera responsabile».
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