Le preoccupazioni di Ranalli: «Una presenza inquietante»

19 Novembre 2015

SULMONA. L’arresto del boss di camorra Francesco Mallardo, il capo dell’omonimo clan di Giugliano nel Napoletano, ha messo in allarme l’intera comunità. Il primo ad esprimere preoccupazione è il...

SULMONA. L’arresto del boss di camorra Francesco Mallardo, il capo dell’omonimo clan di Giugliano nel Napoletano, ha messo in allarme l’intera comunità. Il primo ad esprimere preoccupazione è il sindaco Peppino Ranalli, apparso turbato dalla notizia dell’arresto del boss che viveva indisturbato in città, gestendo da qui gli affari della cosca malavitosa.

«L’arresto di un boss di camorra non può che preoccuparci», afferma il sindaco, «del resto stiamo parlando di persone con condanne pesanti alle spalle e un “curriculum” criminale che fa paura. La nostra città ospita un supercarcere, dove sono molti i detenuti affiliati alla camorra, e dunque l’attenzione deve essere massima. Sono sicuro che le forze dell’ordine facciano il possibile per evitare che persone del genere possano avere appoggi e agganci in città o peggio ancora possano gestire i loro traffici e creare seri problemi». Solo pochi mesi fa i sindacati avevano lanciato l’allarme sul rischio di infiltrazioni malavitose in città. La paura degli agenti-sindacalisti è che, vista la lunga permanenza nel supercarcere di malavitosi affiliati a camorra, mafia, ‘ndrangheta e sacra corona unita, i loro familiari possano trasferire il loro domicilio in città e di conseguenza anche le loro attività sul territorio. Non lascia indifferenti nemmeno il prossimo ampliamento del supercarcere di via Lamaccio. «Anche i lavori sul nuovo padiglione della struttura ci devono far riflettere», avverte Ranalli. «Se da un lato il carcere è un’importantissima risorsa per l’intero territorio, dall’altro la nostra è una piccola comunità, in cui è facile nascondersi e gestire i propri traffici, come dimostrato da questo arresto. Da qui, credo che all’ampliamento del carcere debba corrispondere un maggiore spiegamento delle forze dell’ordine».

Federica Pantano

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