«Le relazioni non esistono più»
L’ambientalista: a dieci anni dal sisma solo ruderi e vegetazione
L’AQUILA. L'ambientalista Alfonso De Amicis, che abita a Tempera, fa il punto della non-ricostruzione del suo paese a 10 anni dal sisma. È una riflessione che affonda nella memoria per arrivare alla situazione attuale: «Tempera nel corso del tempo si era specchiato nel fiume Vera come il fiume stesso si era alimentato, aveva parlato e ascoltato il rumore del lavoro e della intensa attività umana che si svolgeva dentro la cartiera, la rameria, i mulini e le valchiere. Tempera è nata e vissuta intorno a queste attività che oggi chiamiamo archeologia industriale. Dieci anni sono passati dal terremoto del 2009, sono tanti, troppi e in questo tempo si sono disperse le relazioni umane e si è modificato un modo di vivere che affondava nei secoli. Oggi esistono ruderi e vegetazione spontanea. E' sbalorditivo che ci si conviva come nulla fosse. Minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni: nulla è cambiato. Quel legame che sembrava indissolubile tra fiume e paese è disperso in diversi “canali” abitativi lontani dal proprio riferimento naturale. Quando risorgerà? E poi tutti quei cartelli “affittasi e vendesi”. Dovevamo essere i primi insieme a Onna a vedere il borgo ricostruito. Tutti giuravano e promettevano. Le passerelle sono state tante. Ma forse elettoralmente la ricostruzione aveva poco interesse anche perché eravamo in pochi a essere rimasti in quelle case che più che di antico sapevano di vecchio, di stantio. Eppure la storia è stata quella. Il fiume e Tempera si sono sempre guardati l'un l'altra. Quando la ricostruzione vedrà i primi vagiti sarà un'altra storia». (g.p.)
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