Le richieste degli albergatori: «Accoglienza, c’è tanto da fare»

19 Marzo 2024

Il coordinatore della rete degli hotel: «La città, in questo anno e mezzo, deve colmare tutte le lacune»  Parcheggi, centro storico e mobilità: «Ospitare i visitatori con infrastrutture e servizi all’altezza»  

L’AQUILA. «Un’occasione formidabile per essere sotto i riflettori nazionali e un ulteriore stimolo a fare bene».
Per l’associazione albergatori aquilani, che fa capo alla Cna turismo, la designazione dell’Aquila a capitale della cultura 2026 «avrà lo stesso effetto trainante del decennale del sisma. Ma bisogna mettersi subito al lavoro».
Cosa manca
Dai parcheggi alla qualità dell’accoglienza, dalla fruibilità del centro storico ai servizi, dall’apertura dei punti turistici di maggiore attrattività alla mobilità pubblica.
«C’è tanto da fare e noi siamo disponibili a sederci subito per programmare gli interventi», dice Roberto Laglia, responsabile dell’associazione albergatori.
«Bisogna fare in modo che la città, in questo anno e mezzo, colmi tutte le lacune e si faccia trovare pronta ad accogliere i turisti con infrastrutture e servizi all’altezza».
PROGRAMMARE CON ANTICIPO «Confidiamo in una programmazione degli eventi che distribuisca le presenze turistiche durante tutto l’anno, dal 2025, quando ci sarà il primo test legato al Giubileo, al 2026, anno della capitale della cultura», aggiunge Laglia. «L’obiettivo è massimizzare gli effetti positivi su tutto l’indotto turistico che, come giustamente indicato nella Carta dell’Aquila, insieme a formazione, innovazione e cultura, rappresenta uno dei quattro pilastri per il rilancio delle aree interne della nostra regione. Siamo pronti a dare il nostro contributo: auspichiamo l’attivazione, in tempi brevi, di un tavolo di confronto e organizzativo per mettere in rete idee e servizi e fare del 2016 un biglietto da visita “permanente”, che possa traghettare turisti all’Aquila anche negli anni a venire».
ACCOGLIENZA DA MIGLIORARE In previsione dell’arrivo di migliaia e migliaia di visitatori, artisti e staff legati all’allestimento degli eventi, il primo nodo da sciogliere, anche in termini numerici, è quello della ricettività «che, al momento, è sufficiente», evidenzia Laglia, «ma che non può reggere l’afflusso previsto con la capitale della cultura. Sarà necessario capire come mettersi in rete, se va ampliata e qualificata l’offerta ricettiva per dare un’accoglienza ottimale». Altro nodo da sciogliere, quello dei parcheggi. «Una priorità assoluta», la definisce Laglia. «Vanno individuate aree di sosta in prossimità del centro e devono essere chiusi tutti i cantieri pubblici ancora attivi. La fruibilità del centro cittadino è essenziale, come lo è il miglioramento del trasporto pubblico. Un anno e mezzo non è moltissimo per organizzare», prosegue Laglia, «ma si può partire dalla raccolta di dati, attraverso il sistema regionale Sitra, per verificare il flusso di turisti, i periodi di maggiore presenza, la permanenza media e, su questa base, iniziare a lavorare». Gli albergatori ritengono indispensabile, inoltre, un intervento sui luoghi pubblici: ne sono un esempio Santa Maria di Collemaggio, San Bernardino, le Anime Sante, il Munda «da tenere sempre aperti e visitabili», dicono, «attrezzati con punti informativi a cui il turista può rivolgersi per mostrare una città accogliente, inclusiva, culturalmente elevata e fruibile. Tutto questo darebbe un ritorno certo nei prossimi anni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA