Le Sardine si mobilitano in vista del referendum

SULMONA. Passato il tempo della mobilitazione e delle piazze, le Sardine Peligne hanno avviato il nuovo percorso che, ripartendo dalle motivazioni fondanti del Movimento, apre la fase della...
SULMONA. Passato il tempo della mobilitazione e delle piazze, le Sardine Peligne hanno avviato il nuovo percorso che, ripartendo dalle motivazioni fondanti del Movimento, apre la fase della riflessione sui temi che sono stati l’origine della mobilitazione che, nata in Emilia Romagna, si è poi diffusa su tutto il territorio nazionale. «Chiedere alla politica di dare risposte ai bisogni e non, al contrario, di alimentare paure ed odio», scrive in una nota il movimento peligno. «Chiedere che la conoscenza e la competenza siano alla base delle decisioni. Chiedere che sia rispettato ed applicato lo spirito della nostra Costituzione, che vede i suoi cardini portanti nel rispetto dei principi di uguaglianza e solidarietà, delle regole democratiche e delle istituzioni e nella condanna intransigente delle barbarie del fascismo. Strumento irrinunciabile in tale percorso è la partecipazione, che trova il suo compimento nell’approfondimento dei processi che regolano la nostra società civile. Il gruppo delle Sardine Peligne intende, quindi, avviare una serie di iniziative che possano favorire il ritorno dei cittadini alla politica, che possano contribuire a spezzare la catena delle fake news che alimentano l’odio contro chi la pensa diversamente. Già in questo mese, in vista del prossimo referendum costituzionale finalizzato a realizzare la riduzione degli eletti nel Parlamento, ci sarà una prima iniziativa volta ad informare gli elettori. Importante sarà la partecipazione al voto, visto che, trattandosi di referendum confermativo, non è richiesto un quorum minimo perché lo stesso sia valido. Nei prossimi giorni saranno comunicati data e luogo di un incontro pubblico nel quale saranno esposte le ragioni del si o del no. Poi sarà affrontato il tema delle politiche per le aree interne e più in generale per il Sud e sarà richiesto un confronto pubblico con gli eletti nel nostro territorio, per conoscere se e quali progetti intendono sostenere per il rilancio dello stesso».
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