Le suore: decide il Vaticano Velate critiche al vescovo

Corfinio, si scopre che il monastero in chiusura non è stato eretto canonicamente Parla la madre superiora: «Monsignor Fusco doveva dire questo e non altro»
CORFINIO . Un monastero fantasma o meglio un monastero che esiste solo sulla carta ma che non sarebbe mai stato eretto canonicamente attraverso la definizione della richiesta avviata trenta anni fa dal vescovo Giuseppe Di Falco e mai portata a conclusione. È la clamorosa novità emersa dopo l’intervento della madre superiora maggiore del monastero di Corfinio in cui vivono tredici suore di clausura e che rischia di essere soppresso. «Il convento non è stato ancora chiuso e le decisioni arriveranno direttamente dalla Santa Sede, c’è una pratica in corso», afferma la madre superiora della federazione delle suore visitandine. «Siamo indignate per le notizie false che sono state pubblicate sul monastero della Visitazione di Corfinio, che è stato dalla Santa Sede affiliato alla federazione e che per puro caso si è scoperto non essere mai stato eretto canonicamente: quindi tutti gli atti compiuti nel monastero risultano invalidi. Per questa ragione e altri motivi e solo per questi, che non competono essere conosciuti fuori dall’ambito religioso, il monastero attende dalla sacra congregazione la decisione finale. Ogni passo che è stato fatto è stato coordinato con la Santa Sede da cui unicamente dipendiamo». La religiosa tiene a precisare che la federazione che dirige, non dipende dal vescovo. Il vescovo ha solo la funzione tutelare, ma tutte le azioni che vengono fatte dalla federazione dei monasteri dipendono direttamente dalla Santa Sede. «Il monastero di Corfinio, per quello che abbiamo scoperto, anche noi non lo sapevamo, anche se esiste da 30 anni, nei fatti non esiste perché non è stato mai eretto canonicamente», rivela la madre superiora. «Purtroppo a suo tempo, l’ultima lettera che doveva essere prodotta per certificare l’erezione del monastero, per negligenza o dimenticanza, non possiamo dire come e perché, non è stata mai inviata». «Facendo le pratiche di rappresentanza legale relative all’aggregazione del monastero alla nostra federazione», prosegue la religiosa, «abbiamo scoperto che alla prefettura, dove sono iscritti tutti i monasteri come enti giuridici, quello di Corfinio non esisteva. Siamo andate in congregazione e abbiamo visto che la pratica non era completa. Il vescovo di Sulmona Michele Fusco, questo doveva dire, non altro. Questo non si fa nella santa Chiesa di Dio». Il monastero di Corfinio era stato inaugurato circa trent’anni fa dall’allora vescovo di Sulmona Giuseppe Di Falco. Le Visitandine sono religiose di voti solenni, monache di clausura, dedite a meditazione e preghiera. Sono organizzate in monasteri autonomi, retti da una superiora: l’ordine conta circa duemile monache e novizie e 137 case, sparse in tutto il mondo. Una di queste è quella di Corfinio che ora vogliono chiudere. Intanto in paese continua la mobilitazione per far restare le suore nel monastero annesso alla cattedrale di San Pelino. Per domani alle 18, il sindaco Romeo Contestabile, insieme alla maggioranza, ha convocato un consiglio comunale per discutere dell’annunciata partenza delle religiose e dei conseguenti provvedimenti. Prima tra tutti l’azione verso la Santa Sede tesa a convincere i responsabili della sacra congregazione da cui dipendono le sorti del monastero. (c.l.)
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