le tappe della vicenda
9 OTTOBRE 2022 La giudice Monica Croci firma la sentenza choc che riduce il risarcimento destinato ai familiari delle tre vittime del crollo della palazzina di via Campo di Fossa 6B: Ilaria Rambaldi,...
9 OTTOBRE 2022 La giudice Monica Croci firma la sentenza choc che riduce il risarcimento destinato ai familiari delle tre vittime del crollo della palazzina di via Campo di Fossa 6B: Ilaria Rambaldi, Paolo Verzilli e Alberto Guercioni, a cui viene assegnato un concorso di colpa del 30% per la propria morte. La giudice rinvia invece la causa per la morte di Genny e Giusy Antonini perché è scomparso il fascicolo con i documenti che le riguardano: la sentenza è attesa entro febbraio col nuovo giudice.
MARTEDì 11 La sentenza choc viene diffusa pubblicamente. Comincia un rincorrersi di prese di posizione contro il pronunciamento della giudice.
MERCOLEDì 12 La notizia assume un’eco nazionale. Le prime a intervenire sono la madre di Ilaria Rambaldi e la legale Wania Della Vigna. Nel pomeriggio cittadini aquilani, familiari delle vittime e attivisti dei comitati civici si danno appuntamento per un sit-in di protesta nel Parco della Memoria. Domenica 23 ottobre alla Villa comunale la prima manifestazione organizzata.
GIOVEDì 13 La giudice Croci torna in tribunale per altre udienze. Non parla pubblicamente, né lo fanno i vertici del tribunale dell’Aquila. Intanto nella prima seduta del nuovo Senato, viene presentata un’interrogazione parlamentare sulla vicenda, firmata da Elio Lannutti e diretta al presidente del Consiglio e al ministro della Giustizia. Nell’interrogazione, che finirà sul tavolo del nuovo esecutivo Meloni, si chiede anche quali misure urgenti il governo intende assumere. Tra le ipotesi c’è l’ispezione ministeriale.
DOMENICA 16 Il calcio abruzzese prende posizione in occasione del turno di campionato. L’Aquila calcio si presenta in campo nel derby di Sulmona con una maglietta bianca di protesta, disobbedendo alla Lnd: il sodalizio sarà poi “ammonito”: nessuna multa.
LUNEDì 17 Interviene anche il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, finora rimasto in silenzio perché il Comune è parte nella causa civile. Il primo cittadino incontra la presidente della giunta esecutiva dell’Associazione nazionale magistrati per l’Abruzzo, rappresentandole sentimenti di «dolore, inquietudine e smarrimento».
MERCOLEDÌ 19 La giudice Monica Croci trasferita dal ruolo civile a quello penale. Decisione già presa da tempo, ma che diventa di pubblico dominio soltanto dopo una decina di giorni dalla diffusione della sentenza choc.
MARTEDì 11 La sentenza choc viene diffusa pubblicamente. Comincia un rincorrersi di prese di posizione contro il pronunciamento della giudice.
MERCOLEDì 12 La notizia assume un’eco nazionale. Le prime a intervenire sono la madre di Ilaria Rambaldi e la legale Wania Della Vigna. Nel pomeriggio cittadini aquilani, familiari delle vittime e attivisti dei comitati civici si danno appuntamento per un sit-in di protesta nel Parco della Memoria. Domenica 23 ottobre alla Villa comunale la prima manifestazione organizzata.
GIOVEDì 13 La giudice Croci torna in tribunale per altre udienze. Non parla pubblicamente, né lo fanno i vertici del tribunale dell’Aquila. Intanto nella prima seduta del nuovo Senato, viene presentata un’interrogazione parlamentare sulla vicenda, firmata da Elio Lannutti e diretta al presidente del Consiglio e al ministro della Giustizia. Nell’interrogazione, che finirà sul tavolo del nuovo esecutivo Meloni, si chiede anche quali misure urgenti il governo intende assumere. Tra le ipotesi c’è l’ispezione ministeriale.
DOMENICA 16 Il calcio abruzzese prende posizione in occasione del turno di campionato. L’Aquila calcio si presenta in campo nel derby di Sulmona con una maglietta bianca di protesta, disobbedendo alla Lnd: il sodalizio sarà poi “ammonito”: nessuna multa.
LUNEDì 17 Interviene anche il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, finora rimasto in silenzio perché il Comune è parte nella causa civile. Il primo cittadino incontra la presidente della giunta esecutiva dell’Associazione nazionale magistrati per l’Abruzzo, rappresentandole sentimenti di «dolore, inquietudine e smarrimento».
MERCOLEDÌ 19 La giudice Monica Croci trasferita dal ruolo civile a quello penale. Decisione già presa da tempo, ma che diventa di pubblico dominio soltanto dopo una decina di giorni dalla diffusione della sentenza choc.

