Le verità di Ridolfi: «Così è finito il sogno dell’Avezzano calcio»

9 Maggio 2023

Un racconto a ruota libera: «Non ho colpe di questo disastro L’allenatore si era dimesso, la squadra non era più con lui»

AVEZZANO. Una salvezza che sembrava in cassaforte già a dicembre è arrivata invece negli ultimi novanta minuti della stagione. Con una sconfitta – la sedicesima in campionato – che ha fotografato un girone di ritorno disastroso, in cui la squadra ha raccolto appena 12 punti (nessuno ha fatto peggio) dopo un sorprendente terzo posto al giro di boa del torneo. E se dalla società filtra soddisfazione per l’obiettivo raggiunto, tra i tifosi dell’Avezzano il malumore è tangibile, alla luce soprattutto dell’exploit in avvio di stagione che aveva alimentato più di qualche speranza. Cosa è successo allora ai biancoverdi, che hanno boccheggiato sul fondo conquistando l’aritmetica salvezza soltanto all’ultimo atto? A svelarlo è l’ex direttore sportivo Gigi Ridolfi, esonerato una settimana fa dopo l’ennesima sconfitta casalinga.
le dimissioni di scorsini
«Ho scelto di raccontare come sono andate le cose perché non ci tengo a passare per capro espiatorio di questa situazione ed è giusto che i tifosi sappiano», dice l’ex diesse. Lo spartiacque della stagione va ricercato in un pomeriggio di gennaio, con l’Avezzano reduce da quattro sconfitte consecutive. «In quel momento», racconta Ridolfi, «la squadra aveva palesato un forte malcontento nei confronti dell’allenatore che, di conseguenza, aveva rassegnato le dimissioni. Il presidente Paris era stato messo al corrente della situazione in un incontro con i quattro senatori della squadra. Ma le dimissioni del tecnico sono state respinte. Era chiaro a tutti», sottolinea, «che i giocatori non seguissero più l’allenatore». Sul finire del girone di andata, inoltre, qualcuno della dirigenza aveva già percepito che qualcosa non stesse più andando per il verso giusto: «Per questioni di budget», rivela ancora l’ex ds, «erano andati via alcuni giocatori importanti, io stesso avvertii il presidente del rischio di rimanere scoperti in alcuni reparti».
L’esonero
Più che l’esonero in sé, Ridolfi contesta le tempistiche: «Rispetto le scelte ma avrebbero potuto comunicarlo sette giorni più tardi, a campionato concluso e a obiettivo raggiunto ma così non è stato». Poi ripercorre gli ultimi due anni in biancoverde: «In Eccellenza, grazie anche al lavoro del mister e del presidente, abbiamo dimostrato di avere programmazione vincendo il campionato e approcciando al meglio alla serie D». Ridolfi svela i dettagli di alcune delle principali trattative: «Io e l’ex vicepresidente Massimiliano Puglielli convincemmo Paris a prendere Zanon. Per non farci scappare Donatangelo, inoltre, anticipai i soldi di tasca mia, denaro che mi è stato restituito dal presidente. Ho dato sempre il mio contributo, senza mai pretendere un euro dalla società».
La squadra
«Ai calciatori va rivolto un grande applauso. È giusto sapere che Dos Santos ha giocato molte partite con dolori insopportabili perché non c’erano altre punte in rosa. Negli ultimi due mesi Zanon ha avuto seri problemi al tendine ma non si è mai tirato indietro. Tutti hanno dato il massimo. A loro, così come allo staff, ai tifosi e agli ultras della curva nord, va il mio più sincero ringraziamento per l'affetto ricevuto». Sul futuro Ridolfi ha le idee chiare: «Ho ricevuto alcune proposte, andrò in una società con un progetto valido».
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