Le vittime salgono a 75

23 Novembre 2020

Dal 30 ottobre scorso una media di tre decessi al giorno

L’AQUILA. La strage silenziosa. Dalle case per anziani all’ospedale San Salvatore: 75 le vittime accertate, dal 30 ottobre alla giornata di ieri, e riferibili al territorio aquilano. Una media di tre morti al giorno. Alcune delle vittime hanno incrociato il loro destino con uno sfortunato ricovero in ospedale. Dopo il caso della donna di 78 anni di Rocca di Mezzo – uscita dal reparto di Ortopedia, tornata a casa e rientrata per colpa del Covid in ospedale, fino alla morte – anche una seconda vittima si è contagiata tra le mura del San Salvatore: era stata infatti ricoverata nel reparto di Medicina interna universitaria, interessato da un altro focolaio che ha richiesto il trasferimento dei pazienti, lo sgombero momentaneo dei locali per procedere alla sanificazione degli ambienti e l’interruzione dell’attività.
CHI SONO. Di molte delle persone scomparse si sa poco o nulla. Eppure, dietro ai freddi numeri, ci sono volti, storie, nomi, personaggi. Al dolore (e in moltissimi casi alla riservatezza) dei familiari si aggiunge, in queste tragiche circostanze, un aspetto non secondario: il rischio professionale che corrono quotidianamente gli operatori di onoranze funebri chiamati a gestire, ormai da un mese a questa parte, una situazione abnorme rispetto all’ordinario. Gli addetti operano in condizioni difficili – e spesso in carenza di informazioni legate alla causa del decesso, che molti tengono nascosta – col timore di contagiarsi. Eppoi c’è l’angoscia dei tanti che hanno affidato i loro cari alle svariate residenze per anziani sparse su tutto il territorio. E che ora temono, a causa del moltiplicarsi dei focolai proprio all’interno di quelle stesse strutture, di ricevere quella telefonata che nessuno vorrebbe mai sentire.
DOMENICA DI LUTTI. La giornata festiva non ferma l’incedere della mortalità legata al coronavirus in città e nel suo circondario. All’Aquila si sono registrate altre cinque vittime, quattro delle quali non sono contemplate nel quotidiano bollettino regionale. Terzo decesso nel nuovo focolaio di una residenza per anziani. Le persone scomparse sono Eleana Golia (vedova Pettinelli) di 88 anni; Sandro Taranta di 80 anni; Leonardo Malaspina di 82 anni, originario di Cagnano Amiterno; Concetto Longo di 82 anni; Giovanni Nicolai di 91 anni, di Capitignano. Gli ultimi due erano ospiti di altrettante residenze per anziani, la prima situata in città e la seconda a Fontecchio. Longo, originario di Paternò (Catania) era stato per molti anni titolare di una lavanderia a Pile e in centro storico, accanto alla chiesa delle Anime Sante. Nicolai, che aveva gestito un’attività di rivendita di materiali per l’edilizia, era il suocero del sindaco di Capitignano Maurizio Pelosi.
PADRE E FIGLIA. Tragedia nella tragedia, nei giorni scorsi la frazione di Vigliano di Scoppito ha salutato per l’ultima volta Giuseppe Rotili, di 68 anni. Era il papà di Maria Grazia, rimasta vittima, insieme a Pamela Mattei, di un tragico incidente stradale avvenuto la notte del 6 aprile 2011. Tornavano a casa dopo la fiaccolata in memoria delle vittime del sisma. Maria Grazia aveva 19 anni. L’amica Pamela (di Sella di Corno) ne avrebbe compiuti 18. Insieme a un’altra ragazza che è riuscita a salvarsi avevano sfilato con le fiaccole in mano per le vie della città nella notte più triste dell’anno. Il papà si è spento nella terapia intensiva dell’ospedale G8 dove era stato ricoverato dopo aver contratto il coronavirus. La morte, ora, li ha riuniti.
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