Lecce, la musica non c’è nel cimitero di Spallone

LECCE NEI MARSI. Le canzoni di Mario Del Monaco e di Renato Carosone non tengono più compagnia al professor Mario Spallone, alla sua adorata Luana e agli altri defunti. Da qualche mese è spenta la...
LECCE NEI MARSI. Le canzoni di Mario Del Monaco e di Renato Carosone non tengono più compagnia al professor Mario Spallone, alla sua adorata Luana e agli altri defunti. Da qualche mese è spenta la musica in filodiffusione che lo stesso medico di Togliatti portò nel cimitero di Lecce nei Marsi quando era sindaco.
Il problema è di natura tecnica e l’amministrazione comunale del primo cittadino Gianluca De Angelis ha assicurato che nel giro di qualche giorno dovrebbe essere tutto risolto.
La musica nel camposanto di Lecce arrivò qualche decennio fa, quando Spallone decise di riprendere un’usanza dell’ex Unione Sovietica e fece installare un sistema di filodiffusione. Notizia che fece il giro d’Italia. E così fu anche ad Avezzano quando nel 1999, in qualità di primo cittadino, istituì la stessa tradizione della musica tra le tombe. Spallone, con il solito pragmatismo, disse che si trattava di «una questione di rispetto e di civiltà nei confronti sia dei morti che dei vivi. Fateci caso, chi entra nel cimitero di Lecce nei Marsi lo fa con un forte senso religioso, rapito quasi dalla musica che si diffonde nell’aria. Stessa cosa per Avezzano». Ma ad Avezzano, qualche anno dopo, con l’ingresso della giunta di Antonio Floris gli altoparlanti furono spenti.
A Lecce il silenzio non è stato imposto dalla politica. Il sistema di filodiffusione è troppo datato e il Comune ha avuto difficoltà a reperire i pezzi da sostituire. «Non appena abbiamo saputo del problema ci siamo attivati per risolverlo», evidenzia il sindaco Gianluca De Angelis, «l’impianto per la filodiffusione è molto vecchio e abbiamo avuto difficoltà per trovare i pezzi da sostituire. Nel giro di qualche giorno la musica dovrebbe ripartire». De Angelis e gli altri amministratori, dunque, riaccenderanno la musica. Non vogliono lasciare il loro predecessore senza le amate canzoni. Se lo augurano anche i fedeli abituati a portare un fiori ai propri cari accompagnati dalle melodie. (e.b.)
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