Legalità e politica, il patto dei candidati

In cinque rispondono alle domande di Libera. Assente Casciere: «Non ho partecipato perché era tutto preconfezionato»
AVEZZANO. Cinque dei sei candidati a sindaco di Avezzano sottoscrivono la carta di “Avviso pubblico”, un codice etico della buona politica. Stefano D’Andrea per “Riconquistare Avezzano”, Gabriele De Angelis di “Insieme”, Nazzareno Di Matteo per “Libertà è partecipazione”, Gianni Di Pangrazio per “Di Pangrazio sindaco” e Francesco Eligi del “Movimento 5 Stelle” hanno promesso di osservare, in caso di elezione, i principi contenuti nel documento elaborato da un gruppo di esperti e amministratori locali all’inizio dell’incontro promosso da Libera e Avviso pubblico e coordinato dall’avvocato Giuliano Palagi, con il supporto di don Aldo Antonelli. Assente Leonardo Casciere candidato di “Progetto Leonardo Casciere”.
I cinque candidati si sono presentati in un minuto e poi hanno precisato perché avrebbero detto sì al documento.
L’aula magna dell’Università, pur essendo il primo confronto pubblico tra gli aspiranti primo cittadini, non ha fatto registrare il pienone. In un cestino sono state sistemate le domande che Libera e Avviso pubblico avevano preparato e già consegnato ai politici.
Ogni candidato ne ha estratte due e ha risposto a ognuna sfruttando i tre minuti a disposizione. Assunzioni e vantaggi economici per amministratori e dipendenti è stato uno dei temi affrontati da D’Andrea.
«Ho dato piena fiducia alle persone che si sono candidate con me», ha sottolineato D’Andrea, «e sono certo che farebbero nulla per venire meno al loro patto. Se invece si trattasse di dirigenti o funzionari senza dubbio ciò farebbe scattare una denuncia perché la fedeltà alla Costituzione da parte degli amministratori non può avere deroghe».
Il commercio e la chiusura dei negozi in centro è il tema affrontato da De Angelis. «I centri commerciali sono regolamentati da una legge regionale», ha precisato De Angelis, «e attualmente c’è una norma che prevede la non costruzione di nuovi centri anche se tramite un escamotage abbiamo assistito a nuove aperture che preoccupano. Serve una riorganizzazione. Il centro città? Non ha visto investimenti, sta morendo».
Di Matteo si è concentrato sulla vulnerabilità sismica e poi ha evidenziato che è a favore della legalizzazione delle droghe leggere. «Togliere le scuole dal centro significa togliere una pagina di storia di Avezzano», le parole di Di Matteo.
Per Di Pangrazio, invece, il tema prescelto è stato quello della trasparenza. «Qualsiasi amministratore presta fedeltà allo Stato e alla propria città quando giura come sindaco», ha sottolineato il primo cittadino uscente, «questo significa far rispettare delle regole. Abbiamo fatto tanti appalti per le scuole e non abbiamo avuto mai un’opposizione. La Corradini-Fermi la trasformeremo in una galleria artistica e culturale per dare spazio alle attività produttive. Noi abbiamo aperto la pentola del Cam e abbiamo cambiato metodo puntando tutto sulla competenza».
La sicurezza è stato l’argomento affrontato da Eligi. «Abbiamo pensato di istituire il referente di quartiere», ha detto il rappresentante dei 5 Stelle, «una persona che in modo semplice ed economico possa dare dei risultati. Poi c’è la collaborazione con le forze dell’ordine. Purtroppo in città lo spaccio è dilagante e appannaggio dei marocchini».
L’assenza di Casciere non è passata inosservata. Gli organizzatori hanno annunciato che non ci sarebbe stato, senza entrare nel dettaglio. «Ho detto al mio comizio che non avrei più partecipato ad alcun dibattito di questo tipo», ha commentato, «partecipo solo a dibattiti che si svolgono davanti ai cittadini. Non accetto confronti con le domande preconfezionate e predefinite, le domande devono venire dai cittadini. Ho un rapporto ottimo con Libera, ho partecipato anche a diversi loro incontri ma a questo ho detto di no».
Prima dei saluti finali, don Aldo ha consegnato dieci copie della Carta a ciascun candidato per diffonderle tra gli aspiranti consiglieri.
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