Legge ricostruzione, ora si corre ai ripari

Martedì la senatrice Pezzopane incontrerà la sottosegretaria De Micheli. Si punta a stralciare i commi “sbagliati”
L'AQUILA. Quel pasticciaccio brutto del decreto sulla ricostruzione. Gli «errori» contenuti nell'articolo 11 sulle “Misure urgenti riguardanti la ricostruzione pubblica e privata dell'Aquila e del cratere” contenuto nel decreto sugli «Enti locali» approvato dal Consiglio dei ministri nella notte tra l'11 e il 12 giugno scorso – e accolto in un primo momento come un passaggio rivoluzionario per la ricostruzione finora caotica e dispersa in mille rivoli normativi dell’Aquila – lo rendono invece un'arma a doppio taglio. Uno strumento in grado di fare più danni che produrre qualcosa di buono. E ora si deve correre più veloci che si può per salvare il salvabile.
Per prima cosa si terrà un incontro «urgentissimo» martedì 23 giugno alle 19,30 al ministero dell'Economia tra la senatrice del Partito democratico (e prima firmataria del disegno di legge sulle «Misure urgenti per la legalità, la trasparenza e l’accelerazione dei processi di ricostruzione dei territori abruzzesi interessati dal sisma» da cui il Consiglio dei ministri ha tratto stralci per l’articolo 11, ma al quale non risulta allineato) e la sottosegretaria all'Economia con delega alla ricostruzione abruzzese Paola De Micheli. Che ora avrà un gran da fare per recuperare quella fiducia a 360 gradi che si era guadagnata sul campo in questo primo anno di lavoro per L’Aquila. Lo ha lasciato intendere la senatrice Pezzopane a margine del tavolo tecnico convocato dal vicepresidente della Regione Giovanni Lolli per ieri mattina nella sala Celestino V della giunta regionale, con la partecipazione di tutti i protagonisti della ricostruzione: oltre alla Pezzopane, c'erano il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, il responsabile dell'Usra Raniero Fabrizi e i rappresentanti dell'Usrc, gli ordini professionali, i sindacati, i rappresentanti di Confindustria e delle altre associazioni di categoria, il presidente provinciale dell'Ance Gianni Frattale, l'ex capo del Diset Aldo Mancurti e alcuni sindaci del cratere. Tutti, perché la partita stavolta è davvero sul filo delle ore. Lunedì il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e diventerà subito operativo. La preoccupazione forte è che si blocchi la ricostruzione: quelle norme «sbagliate», se applicate, già in queste prime settimane potrebbero creare problemi e per questo martedì alla sottosegretaria sarà chiesto di stralciare i commi incriminati «se è possibile con un decreto in corso d'opera magari già predisposto per altre materie», spiega la senatrice. È il primo passo da fare nell'immediato. «Poi, in sede di conversione in legge del decreto, io farò gli emendamenti», afferma la Pezzopane, «per aggiungere passaggi del mio disegno di legge non previsti nel decreto e per modificare quelli sbagliati. Abbiamo 60 giorni di tempo per farlo». Intanto, si punta a stralciare tali norme. Nel mirino ci sono quattro passaggi in particolare: il comma 4 sulle procedure di attribuzione dei compiti ai presidenti dei consorzi; il comma 2 sulle imprese, i progettisti e i direttori dei lavori; il comma 7 sui fallimenti delle imprese edili e la norma sulla nomina diretta dei direttori dell’Usra da parte del Consiglio dei ministri. I partecipanti al tavolo di ieri hanno tempo fino a stasera per inviare alla senatrice le loro considerazioni, specificando le criticità che hanno individuato nel decreto. Durissimo l'intervento del presidente dell'Ance Frattale in apertura dei lavori. Il comma 2, infatti, aprirebbe la strada alle imprese di fuori regione precludendola a quelle locali. Sarà a questo che la senatrice, forse, stava pensando quando ha parlato di «un suggeritore dentro ai palazzi romani che ha convinto la De Micheli a inserire passaggi sbagliati».
Marianna Gianforte
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